Matteo Salvini sfida l’Europa di Draghi

Per rggiungere gli obiettivi del contratto di governo serve un governo compatto. La Fuga del Ministro degli Interni piace a tutti gli economisti d'Europa, tranne che a quelli Italiani. Draghi sorveglia dall'alto.

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Matteo Salvini ha riacceso la battaglia di Roma contro l’Europa sui suoi piani di spesa pubblica. Anche se i mercati finanziari sono indifferenti, molti economisti internazionali pur  non amando la sua politica,  ritengono che potrebbe avere ragione.

La Commissione Europea mercoledì ha scritto a Roma per mettere in guardia Salvini dal suo nuovo tentativo di espandere il bilancio italiano, dopo il suo annuncio di uno “shock fiscale” per rilanciare la crescita.

La Commissione Europea si prepara allo scontro con il governo italiano sull’ipotesi di un’espansione fiscale per l’anno venturo. A supportare la posizione di Bruxelles, le stime dell’output gap italiano (ovvero quanto secondo la Commissione Europea all’Italia sarebbe consentito crescere), del tutto simili a quelle per la Germania.

Peccato che il PIL pro-capite tedesco sia cresciuto del 25% dal 2000, mentre quello italiano sia sceso del 2,6%. L’output Gap, però,viene pesantemente criticato nella sua essenza teorica da molti economisti di primo piano, tra i quali Olivier Blanchard, ex-economista capo del FMI, che pur non essendo morbido verso il governo italiano apre alla possibilità di una politica fiscale espansiva.

In tutto questo, i più accesi sostenitori della posizione di Bruxelles sono immancabilmente in Italia: gli economisti dell’Università Bocconi, quinta colonna dell’ideologia liberal-europeista nel paese.

Mattarella sorveglia dall’alto, lo spettro di Mario Draghi -specialmente dopo la mozione approvata sui minibot- aleggia già tra le stanze del Quirinale

 

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