Mattarella pronto a sciogliere le Camere, ma anche no.

Dal Colle le ultime ore sono apparse nuovamente nervose, con aprirsi e chiudersi di porte e di comunicazioni tra i diversi partiti e l'impressione che tutto sia ancora possibile: solo dopo che Conte prenderà la parola comincerà a diradarsi la nebbia, spesso tattica, e si capirà quale strada prenderà la crisi.

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Oggi Sergio Mattarella tornerà al Quirinale. Sono finiti a tempo di record anche i  lavori di ristrutturazione del Quirinale, che erano stati bruscamente interrotti i primi di Agosto durante la crisi di governo, ma che erano stati prontamente ripresi qualche giorno dopo( lasciando immaginare che la “crisi” si sarebbe risolta verso la fine di Agosto inizi di Settembre) proprio per dare al Presidente tutto il tempo di cui ha bisogno per Il Presidente tentare di dipanare l’intrigata trama che porterà alla formazione del nuovo governo, ma non prima di aver atteso l’esito del dibattito parlamentare.

Infatti, sempre oggi alle 15:00 inizieranno le comunicazioni di Giuseppe Conte all’aula del Senato. “La crisi”, aperta ai primi di agosto sul piano politico ma non ancora sul piano istituzionale verrà così parlamentarizzata. Mattarella ha tenuto discreti contatti informali in questi giorni con tutti i rappresentanti dei partiti politici. Il Presidente, seguirà il dibattito del Senato dal suo studio, pronto a ricevere il premier se questi dovesse in qualunque momento chiedere di salire al Colle per un confronto o, incassato o meno un voto, per comunicare la sua intenzione di dimettersi.

Come si svolgono le consultazioni

Da quel momento tutto è pronto, se servirà e il governo non avrà ritrovato una sua compattezza, per un rapido giro di consultazioni che potrebbe cominciare già mercoledì 21. Il presidente emerito Giorgio Napolitano molto probabilmente verrà consultato senza che debba spostarsi a Roma, poi i presidenti delle Camere e infine i capigruppo dei partiti, accompagnati dai leader di partito, se lo ritengono necessari

Si gioca a “Carte Scoperte”

A tutti Mattarella chiederà di dichiarare le loro intenzioni finalmente a carte scoperte.
Se ci sarà una maggioranza parlamentare che chiede il voto, si scioglieranno le Camere valutando, se richiesto e possibile, la nascita di un governo esclusivamente elettorale. Se invece la maggioranza dei partiti chiederà di provare a formare un governo, il Presidente ne prenderà atto qualunque sia la geometria che si verrà a creare, come è suo dovere costituzionale, e potrà anche concedere qualche giorno per raggiungere un’intesa su nome del premier, ministri e programma.

 

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