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MASSIMO RUGA, IL PRIMO ITALIANO CLANDESTINO

Giovedì 5 Dicembre, ospite delle trasmissione “Fritto misto per tutti” condotta da Valerio Scambelluri e Mario Improta c’è stato Massimo Ruga, inspegabilmente italiano ma clandestino.

Massimo, invalido al 55%, la moglie ed i 2 figli, la grande di 19 anni ed il piccolo, invalido con la 104, di 12 anni, sono stati sgomberati il 29 settembre 2016 dalla loro casa di via del Colosseo 73.

Ci inizia a raccontare massimo: “Non sempre si occupa una casa per prepotenza, per furberia o perchè si vive nell’illegalità, ci sono anche situazioni molto diverse. Era il 1983 nel Rione Monti, ed eravamo stati sfrattati dal nuovo proprietario della casa dove abitavamo. In un attimo io e mia madre ci siamo trovati in strada, non sapendo dove andare, abbiamo iniziato a dormire in macchina a Largo Corrado Ricci per 6 lunghi mesi. Un giorno mia mamma esausta di questa situazione, decide di occupare una casa nella palazzina del Comune, vuota da tempo, che stava davanti a noi, in Via del Colosseo 73. Io controllavo giù al portone e mia mamma aprì la porta di quella casa al secondo piano. Quella casa ha visto gli ultimi giorni di mia madre, e  ha visto la nascita dei miei figli e della mia splendida famiglia. Prima di tutto questo, ci sono state 5 domande ai bandi ufficiali per l’assegnazione di alloggi.”

Da subito la mamma di Massimo ha iniziato a pagare i bollettini con un bollettino postale mettendo il numero del conto corrente n. 30317008, che faceva riferimento al Comune di Roma, ed a richiedere l’assegnazione ufficiale della casa per cercare una regolarizzazione.

Questo fino ai primi anni 90 quando la Romeo Gestioni, incaricata dal Comune di Roma alla gestione del patrimonio, accortasi della situazione propone alla famiglia Ruga un contratto, che ovviamente viene accettato, ma di cui non si è più fatto nulla…tranne che ricevere i bollettini dell’affitto con la dicitura “Indennità di occupazione” sia a lui che alle altre 5 famiglie che abitavano quel palazzo.

Nel 2015 con Marino Sindaco, Roma Capitale gli inviò una lettera con proposta di contratto, che ovviamente accettò, consegnando tutta la documentazione richiesta e protocollandola, ma anche in quell’occasione Roma Capitale non ha mai fatto recapitare il contratto. Dopo Marino il Commissario Tronca che ha fatto scoppiare la famosa “Affittopoli” per i furbetti benestanti che abitavano nelle case del Comune pagando pochissimi euro…ma Massimo non si ritiene un furbetto, avendo un isee praticamente pari a zero.

Tra uno sfratto ed una proroga si arriva al 28 aprile 2016, quando i vigili urbani gli entrano in casa sequestrandola.

Siamo ormai sotto l’Amministrazione Raggi e fortunatamente riescono ad ottenere un’altra proroga fino al 31 agosto, sempre poiché si trattava di famiglia con reddito pari a zero e con 2 figli, di cui uno minore ed invalido.

In quei giorni Valentina Vivarelli, Presidente della commissione per le politiche abitative e del Patrimonio del Comune di Roma, gli diceva di non preoccuparsi e di aver preso in attenta considerazione la situazione e che gli avrebbe trovato sicuramente un alloggio alternativo (è in suo possesso la registrazione della telefonata intercorsa con la Vivarelli). Da quel giorno non ha più sentito nessuno.

Purtroppo il giorno 8 settembre 2016 sono tornati i vigili per lo sgombero finale, giorno in cui gli viene proposta come soluzione un bungalow di 20 mq al camping in Via di Malafede, che la famiglia Ruga ovviamente accetta.

Lasciata la casa, si dirige, con 2 cagnolini al seguito, in direzione del nuovo alloggio, ma, dopo 7 ore di attesa, gli viene comunicato dallo stesso funzionario che lo aveva invitato ad andare lì, che le Politiche abitative non avevano dato l’autorizzazione e alla famiglia Ruga non resta altro che tornare in Via del Colosseo, rompere i sigilli, e rientrare nella loro vecchia casa.

Arriviamo allo sgombero finale, quello violento e definitivo, del 29 settembre 2016, quando per cacciare la famglia Ruga e Laura, l’anziana e diabetica vicina anch’essa occupante, sono intervenuti la digos, i vigili urbani, il reparto celere ed i carabinieri con tutta la zona transennata… manco stessero stanando una cellula terroristica.

La casa di massimo viene devastata, non gli permettono di prendere nemmeno i vestiti, i libri del figlio o gli effetti personali che, a distanza di 2 anni, stanno ancora lì dentro, con il portone murato e l’intera palazzina abbandonata.

Massimo e 15 attivisti di Casapuond, gli unici, come afferma lui, che lo hanno aiutato, vengono arrestati e da quel giorno, per una serie di motivi, Massimo diventa una clandestino, senza residenza e senza possibilità di fare richiesta di alloggio o di qualunque altro tipo di sostegno da parte del Comune di Roma.

Secondo Massimo proprio la vicinanza e l’aiuto ricevuto da Casapuond è il motivo di tanto accanimento contro la sua famiglia e lui, da cittadino romano, questa discriminazione la vive davvero con l’ennesimo affronto!

Da quel momento, per ben 10 mesi, Massimo è tornato ad abitare in macchina sotto casa sua, come fece con la mamma 32 anni prima.

Oggi Massimo a la sua famiglia vivono ospiti da un loro amico, soluzione che però non potrà durare a vita

Massimo e la sua famiglia non hanno grandi pretese, ecco perché la speranza è che qualcuno di questa amministrazione possa incontrali e proporre qualunque tipo di soluzione, in quanto riteniamo che situazioni del genere, seppur figlie di un’occupazione abusiva di tanti anni fa, non debbano davvero esistere.

Valerio Scambelluri

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