Marco Maggioni (Lega): “bisogna ridurre le competenze dell’Unione Europea e ridare potere al Parlamento”

Direttamente da Montecitorio, abbiamo avuto come ospite l'onorevole leghista Marco Maggioni, esponente autorevole della commissione affari europei che ci parla appunto di Europa, elezioni europee, e si lascia interrogare su tutti i temi di attualità che sono al centro del dibattito in queste ultime ore

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Da Montecitorio, abbiamo intervistato durante la nostra diretta l’onorevole Marco Maggioni, Lega, al suo secondo mandato, che lavora all’interno della commissione Affari Europei. Il deputato del Carroccio ha risposto alle domande riguardanti la situazione legata all’Europa e alle prossime elezioni. Sul Family day di Verona ha dichiarato di aver riscontrato una forte partecipazione di Lega e Fratelli d’Italia ma una scarsa rappresentanza di Forza Italia, temi su cui si aspetta un’unione d’intenti più solida, pur confermando che il centrodestra unito funziona in molte realtà locali

 

Si parla tanto di Europa, cosa c’è da cambiare in questa Europa con urgenza secondo lei?

“Ci sono tante cose da cambiare, uno tra tutti l’invasività dell’Unione Europea nei vari paesi membri. Oggi abbiamo un’Unione europea che decide praticamente tutto e lascia pochissimo spazio di manovra agli altri: stiamo parlando di circa 27 Paesi Membri, ognuno con una propria storia e una propria cultura, e pertanto pensare che ci sia un’istituzione che decida tutto su tutti porta alla conseguenza di operare male senza fare gli interessi del popolo. Bisogna ridurre le competenze dell‘Unione Europea e della Commissione, che non è nominata dal Popolo ma dai vari governi, cosa che secondo me è una vera anomalia. Non è normale che ci sia un Parlamento senza potere legislativo”.

La Lega potrebbe allearsi con altre forze politiche della comunità europea per quello che concerne l’immigrazione? 

“Sono accordi che già esistono, la Lega fa già parte di un gruppo, all’interno del Parlamento Europeo, che condivide le scelte in materia di immigrazione. L’obiettivo, per il prossimo Parlamento è non solo di incrementare il numero di Deputati che condivideranno queste battaglie, ma alimentare anche il numero di gruppi provenienti dagli stati membri che aderiranno al progetto di controllo delle frontiere e gestione dell’immigrazione”.

Tutti i partiti stanno cambiando il simbolo elettorale per presentarsi alle Europee. Pensa che la Lega possa riproporre il simbolo ‘No Euro’?.

“Noi manterremo il simbolo Salvini Premier perché è quello che ci caratterizza”.

Ius Soli si, oppure Ius Soli no?

“No perché la cittadinanza è qualcosa che ci si deve guadagnare, non deve essere regalata. La cittadinanza è un percorso di vita, e non bisogna nemmeno imporre a un immigrato di diventare cittadino italiano”.

Berlusconi ha detto che porterà la Lega dentro il PPE, cosa ne pensa?

“Noi abbiamo un un gruppo politico in Europa che già si identifica in modo coerente con le battaglie che abbiamo portato avanti in tutti questi anni. Il Partito Popolare europeo non ha sempre condiviso queste battaglie, noi siamo coerenti con le nostre posizioni. Staremo a vedere: le prossime elezioni europee saranno utili ad avere una visione più ampia di tutto”.

Il Centrodestra unito ha sempre lavorato molto bene, soprattutto in molte regioni del Nord Italia ma non solo: nella sua per esempio, dove l’elezione di Fontana è stato il frutto di un lungo lavoro di squadra. A livello nazionale invece, il contratto di governo sembrerebbe aver messo in crisi questo sodalizio. Pensa si possa un giorno tornare a un Centrodestra unito?  

“A livello locale si sta governando bene insieme, con risultati molto positivi, mentre a livello nazionale il discorso cambia: con una legge elettorale che ha portato numeri per i quali non si potevano riproporre gli schemi utilizzati nelle realtà locali, è stato necessario prenderne atto e portare avanti questo contratto di governo che sta dando buoni risultati. Per il futuro è necessario lavorare nella direzione di valori condivisi, ed è necessario capire chi c’è e chi non c’è: nel congresso di Verona dell’ultimo week end per esempio, ho visto una forte partecipazione di Fratelli d’Italia e Lega, ma una debole rappresentanza di Forza Italia”.

A proposito di Congresso di Verona: Di Maio ha parlato di fanatismo religioso, come mai queste idee contrapposte con l’alleato di governo su temi così importanti?

“Su questi temi, Lega e Cinquestelle hanno sempre avuto idee differenti, in linea con i due diversi programmi elettorali. Il vero problema è che questo Paese non fa più figli, ed è una cosa preoccupante. Rischiamo di diventare una grande casa di riposo. L’unico modo per scongiurare questo pericolo è incoraggiare la famiglia”.

La manovra finanziaria Lega – Cinquestelle, secondo l’opposizione, non ha previsto un investimento a favore delle famiglie. Non si poteva risparmiare sul Reddito di Cittadinanza per questa causa? Salvini non voleva gli asili nido gratis?

“Si è fatto quel che si poteva. Non è escluso che se ne possa parlare nella prossima legge di bilancio. La quota cento fa parte comunque del nostro disegno a favore delle famiglie perché non bisogna sottovalutare la presenza dei nonni per i bambini. Questo provvedimento permetterà a molte persone di dedicarsi ai nipoti, oltre a liberare posti di lavoro per i giovani”.

 

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