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Marcello De Vito: Berlusconi è stato un grande innovatore della scena politica italiana

Con una capriola politica davvero inattesa, nonostante l’uscita dal Movimento 5 stelle di qualche giorno fa, grande stupore ha suscitato la conferenza stampa in cui Antonio Tajani e Maurizio Gasparri, non certo due personaggi qualunque all’interno di Forza Italia, annunciavano l’ingresso del presidente dell’Assemblea Capitolina nelle file del partito di Silvio Berlusconi.
Da giorni i rumors che giravano a palazzo Senatorio parlavano non di un’uscita politica ma più probabilmente di un cambio di casacca del Presidente De Vito, ma nessuno avrebbe scommesso 1 euro sulla sua entrata nel partito contro cui, dopo un vaffaday di tanti anni fa, nasceva proprio il M5S.

Presidente De Vito, testualmente riporto le sue parole: “entro in una forza politica storica e di questo sono estremamente contento”, come nasce il suo rapporto con Forza Italia?
Intanto mi lasci dire una cosa dopo 20 giorni in Forza Italia: ti da la sensazione di stare in una grande squadra. Ho avuto questa sensazione da subito nel momento in cui ho messo piede dentro la sede per la conferenza con il Presidente Taiani e con Maurizio Gasparri. In questi giorni ho avuto modo di conoscere la nostra organizzazione sul territorio comunale e le consulte tematiche. In breve: grande organizzazione e grande competenza, anzi professionismo.

Maurizio Gasparri ha fatto un  lavoro enorme da commissariamento, dal momento in cui Forza Italia era anche sparita dall’Assemblea capitolina. Per me è stato un onore  avercela riportata, in Aula Giulio Cesare. Stiamo già lavorando pancia a terra su diversi temi in Campidoglio ed ovviamente in vista della prossima consiliatura Sono stato accolto in una grande squadra e sono molto felice per tutto quello che sto vivendo.

Come nasce il rapporto con Forza Italia?

È curiosa la vicenda. E’ nato con Gasparri ed in una giornata in cui ci siamo presi a “colpi” di comunicati sul tema della riforma dei poteri di Roma Capitale, altra questione strategica per il futuro di Roma e su cui Forza Italia ha presentato con Paolo Barelli (relatrice Calabria) una proposta di legge costituzionale, giustamente basata sul modello regionale perché Roma deve avere quei poteri e quelle risorse. Non ci conoscevamo, credo fosse fine gennaio. Nel pomeriggio l’ho chiamato. Ci siamo spiegati. Abbiamo poi iniziato ad affrontare da subito molti temi romani, anche in Aula in alcuni consigli, in maniera concreta. Lui lo è, io pure. Ci siamo trovati subito in linea. Poi vi è stata una valutazione approfondita con i principali esponenti del partito su questo passaggio, come era giusto che fosse, per svariati motivi. Insomma non è nato tutto il 7 giugno, ma nel periodo in cui voi continuavate a parlare di altre destinazioni… siamo stati bravi (ride). Sento Forza Italia come la destinazione più affine a me stesso e questo era il punto fondamentale, specie nel momento in cui davvero non riuscivo a proferire “noi del M5S”.

“In maniera naturale mi sono rivolto alla forza politica che aveva rappresentato le mie idee, la mia cultura…” ed ancora “ho votato forza italia e mi sono sempre sentito rappresentato dal partito“, sono due frasi che da un rappresentante del M5S non mi sarei mai immaginato di poter sentire…

Appunto, come le dicevo Forza Italia rappresenta la forza politica più affine a me ed alla mia storia, politica e giuridica (Travaglio permettendo). Vuole riascoltarla in estrema sintesi?

Certo!

Nel 93 appena diciottenne votai per Fini contro Rutelli. Mi piacque il suo percorso al pari della contestuale discesa in campo di Berlusconi e la nascita di quel nuovo asse FI/AN, liberale e sociale. Confermo e rilancio: Berlusconi è stato un innovatore. Secondo lei di chi parleranno prioritariamente i libri di storia riferiti agli ultimi trenta anni? Forse i maggiori avversari avranno un paragrafo nel suo capitolo.
Poi votai per Tajani sindaco nel 2001, infine il voto al PDL nel 2008, sia a Roma che in Parlamento.

Ma allora come arriva al M5S?

Nel 2012, deluso da quella stagione politica contrassegnata da scandali  e da un governo di commissariamento imposto dall’Europa – cosa molto grave che pochi ricordano, se pensa che di fatto estromise un governo eletto – rimasi colpito dal M5S, che ebbe la forza di portare contenuti nuovi sulla scena (contenuti su cui mi dilungherei, ma penso servirebbe un’altra intervista). Era il 25 aprile, ero in macchina e sentì l’allora Presidente Napolitano dire che “non si può dividere la politica dall’antipolitica”, definendo  Grillo un damagogo. Iniziai a dire “no, non può dirlo, non il presidente, anche un comico può fare un partito, e gli articoli 49 e 87 della Costituzione?”, Giovanna a fianco mi guardava come a dirmi “ma sei matto?” Nove mesi dopo ero il candidato sindaco e forse aveva ragione lei.

Parla di sfida per ottobre 2021, quindi ci sta annunciando la sua candidatura alle prossime elezioni comunali di Roma?

Posso dirle che penso convintamente che la potenziale prossima giunta Michetti/Matone sarà una delle migliori mai avute, non solo per la competenza del duo, ma anche per la qualità di tanti esponenti del centrodestra che ben conosco;
Posso dirle altresì che dopo 8 anni di esperienza nel comune di Roma, prima come candidato sindaco e consigliere di  opposizione, poi nell’attuale consiliatura in un ruolo terzo e tecnico, quello del Presidente dell’Aula e seconda carica in Campidoglio, ruolo che a prescindere presuppone la conoscenza delle procedure e della macchina, penso di aver acquisito un’esperienza importante e mi piacerebbe poterla rimettere a disposizione. Poi le valutazioni si faranno in squadra con tutti e, ovviamente, poi saranno i cittadini a valutare.

Da presidente dell’Aula rivendica un grande lavoro svolto, di oltre 800 delibere approvate in questi 5 anni, ma aggiunge anche “Squadra mediocre risultati mediocri”, citando mister Mourinho, contestando di fatto l’intero operato dei rappresentanti a 5 stelle;  come se non bastasse registriamo un plauso ai consiglieri comunali di Fdi e della Lega, non teme che da domani si attirerà accuse di tradimento da parte dell’elettorato grillino e che sarà complicato per lei fare comizi in pubblico?

Intanto 830 delibere, prego, praticamente 170 all’anno.
In questi anni ho seguito tanti temi. Mi sono occupato di commecio, turismo, attività produttive, sport, mobilità e smart city, patrimonio e lavori pubblici, fino ad arrivare al bilancio ed alle partecipate. Ho approfondito la conoscenza della macchina amministrativa e delle sue procedure.
Credo che amministrare una città complessa come Roma lo richieda.
Penso che questo i cittadini lo sappiano e che questo valuteranno. Loro comunque sono sempre sovrani: quello che dicono è giusto.

Dichiara che “Forza Italia da oggi rientra in Campidoglio dalla porta principale”, di fatto ciò significa anche che ufficialmente non esiste più una maggioranza a 5 stelle in Campidoglio, e tra pochi mesi si vota…

Di fatto il M5S non governava più l’Aula ed era ed è in difficoltà nell’iter deliberativo da mesi. E’ la conclusione stentata di una amministrazione non all’altezza della sfida.  Qualche luce e molte ombre, troppo poco.
Roma capitale merita altro.
Se i cittadini romani si baseranno sulla competenza, non ci sarà davvero partita: con Michetti Sindaco e la dottoressa Matone come vice, le tre forze della coalizione al governo della città avranno esponenti politici e classe dirigente pienamente all’altezza della sfida.
A Roma potremo fare un grande lavoro.
Ad Maiora

Presidente, non mi resta che ringraziarla ed augurarle in bocca al lupo e buon lavoro per la nostra città

Valerio Scambelluri

MAmanero

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