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Magliano Sabina, Spunta l’Sms choc della responsabile RSA”

Il grido d’aiuto dell’assistente sociosanitaria della Casa Alloggio di Magliano Sabina rivelato da Riccardo Corsetto, capogruppo della Lega in Consiglio Comunale.

“Qui è una carneficina, siamo diventati praticamente un reparto Covid. Bisogna intervenire immediatamente. Stiamo lavorando senza le dovute protezioni Covid.”

E’ questo il messaggio che ci ha mandato il Capogruppo Lega Salvini Riccardo Corsetto, che conferma la triste realtà della Casa di cura di Magliano Sabina, di competenza dell’Asl di Rieti, dove nei giorni scorsi si sono contagiati tutti gli ospiti presenti, circa 11 anziani, di cui due deceduti.

Consigliere, ci stai dando uno scoop, ci spieghi meglio?

“Nei giorni scorsi si erano infettati tutti gli anziani ospiti e due erano deceduti ma il sindaco non aveva dato la notizia”

“Il sindaco Giulio Falcetta e l’Assessore Eleonora Berni, non soltanto hanno taciuto alla comunità la notizia del focolaio totale nella Casa, ma hanno anche dichiarato il falso in merito ai protocolli applicati dall’ASL, visto il grido di aiuto vergato l’8 novembre scorso da una delle tre assistenti socio sanitarie responsabili della struttura in cui emerge chiaramente che gli operatori socioassistenziali erano costretti a lavorare senza dispositivi di protezione in quello che ormai era divenuto, a detta loro, un reparto Covid nel pieno centro di Magliano.”

Io stesso nei giorni scorsi avevo dato la notizia dei decessi e del focolaio, sfuggita anche alla stampa locale e ai bollettini dell’ASL, accusando il sindaco di aver omesso informazioni fondamentali per la sicurezza pubblica, anche perché “il personale socioassistenziale, è rimasto libero di circolare in città.

Dopo la notizia data dalla Lega “abbiamo letto diversi operatori sociosanitari affermare a mezzo facebook, a difesa delle autorità sanitarie, che tutti i protocolli e i dispositivi erano stati utilizzati”, invece oggi arriva la triste conferma dello stato in cui questi operatori sono stati lasciati a lavorare, praticamente a mani nude in in quello che ormai non era più una casa di cura, ma un lazzaretto.”

“La notizia che fossero morte due persone per Covid19 nella casa di cura di Magliano Sabina, afferma Corsetto, la sapevano solo il parroco e i parenti delle vittime.

Ma sei sicuro di tutto ciò?

Né i bollettini Asl, né il sindaco l’avevano comunicata. Dispiace che l’amministrazione Falcetta ancora adesso, davanti all’evidenza, si barrichi a nascondere le proprie responsabilità e quelle dell’ASL di Rieti, accusando la Lega di “caccia alle streghe”.
Tra l’altro la direttrice sanitaria di Asl Rieti è Assunta De Luca, che nei giorni scorsi era stato tra l’altro oggetto di un’interrogazione in Regione Lazio che ne metteva in discussione i requisiti con cui è stata nominata da Zingaretti al vertice dell’azienda sanitaria locale reatina.
Il fatto è questo, a Magliano ci sono si e no 4000 mila anime, i fatti hanno gambe rapidissime, tanto che già durante i funerali di Eleonora e Francesco, le prime due vittime del comune sabino, contagiati dentro la casa di cura dove vivevano da anni, qualcuno aveva parlato di “operatori sanitari e infermieri abbandonati”, privi di “guida e strumenti di contenimento.

Anche gli stessi Carabinieri dei Nas due mesi fa erano stati a Magliano e ravvisarono irregolarità nella Casa Alloggio, struttura di proprietà comunale, oggi affidata alla cooperativa “Sostegno”, tramite il Consorzio Intesa dal 2016, ultimo anno della gestione comunale, la cui concessione peraltro scadrà a dicembre, e pare che già da tempo ha dimostrato di non avere interesse a proseguire nell’appalto, ed a conferma di ciò il sindaco, il 6 novembre ha infatti aperto una nuova gara pubblica.”

La situazione è duramente contestata dalla Lega, molti ti accusano di speculazione politica…

“Il sindaco da febbraio ha lasciato in mano a un consorzio disinteressato e inadeguato, che si trova a 140 chilometri da Magliano, la gestione della vita di 12 pazienti, che andavano tutelati con tutti i mezzi possibili, in cui non sono stati applicati protocolli di prevenzione previsti per le RSA, nonostante l’intervento dei NAS”.
“Adesso con la Lega annunciamo un esposto in procura e al Nucleo dei Carabinieri Antisofisticazioni di Viterbo.”

L’8 novembre, quando una delle responsabili ha lanciato il grido d’aiuto: Qui è una mattanza, è bene che tutti sappiate la verità. Lavoriamo senza protezioni, i pazienti hanno già quasi tutti la febbre ed R.F. era già in rianimazione al Belcolle di Viterbo dove morirà pochi giorni dopo, seguito da una donna.
“Gli anziani, mi dicono vari testimoni, sono stati posti in isolamento solo dopo essersi tutti contagiati. E’ gravissimo quanto è accaduto, l’amministrazione che continua a tacere, e a nascondere, ma ormai è sbugiardata.
Aggiungo che llmeno fino all’8 di novembre in quella Casa di Cura, le Oss impegnate in prima linea, che certo non hanno colpe, anzi sono state imperdonabilmente abbandonate a lavorare a mani nude contro il “mostro cinese”, non avevano alcun dispositivo di protezione”.

Comunque nella puntata di oggi delle ore 13 vi rivelerò altre informazioni appena arrivate, su questa vicenda va fatta chiarezza!

Valerio Scambelluri

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