L’Oro degli Italiani torna proprietà dello Stato, via libera dalla BCE

Parere favorevole della Bce sulla Proposta di legge che riporta la porprietà dell'oro in capo allo Stato Italiano.

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Via libera da parte della Banca Centrale Europea alla Proposta di legge sulla propretà delle riserve auree italiane presentata alla Camera dei Deputati dai gruppi Lega e Cinque Stelle.

Il Parere chiesto da Fico e la risposta di Draghi

La Proposta, era stata inviata alla BCE dal Presidente della Camera Roberto Fico, per avere un parere, non vincolante, che potesse facilitare l’iter di approvazione. A darne motizia sui suoi canali Social è Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio della Camera dei Deputati, che accoglie con successo il parere dell’istituto europeo guidato da Mario Draghi.

La BCE consiglia solo una modifica, che non inficia il taglio del nodo gordiano che la Proposta di legge voleva dirimere: Di chi è la proprietà dell’Oro degli Italiani? Oggi lo sappiamo, dello Stato. Non poteva essere altirmenti, dato che sia la Bundesbank (tedesca) che il Banque de France utilizzano lo stesso modello.

Le riserve Auree Italiane breve storia:

L’Italia è il terzo Paese al Mondo, dietro a Stadi Uniti e Germania, per riserve auree. Le 2.451,8 tonnellate d’oro rappresentano il 72% dei fondi totali esteri (contro una media dell’Eurozona del 63,3%).

Nel 1893, la fusione dei tre istituti di emissione (la Banca Nazionale del Regno d’Italia, la Banca Nazionale Toscana, la Banca Toscana di Credito) diede vita alla Banca d’Italia con una propria dotazione aurea iniziale di 78 tonnellate di fino, di cui l’86 per cento proveniente dalla Banca Nazionale nel Regno. Nel 1926, con l’attribuzione del monopolio esclusivo delle emissioni alla Banca d’Italia, il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia cedettero le proprie riserve auree, pari a circa 70 tonnellate provenienti quasi per intero dal Banco di Napoli.

La Seconda Guerra Mondiale:

Nel maggio ’45, dopo la fine della guerra, gli Alleati riportarono a Roma le residue partite di oro della Banca d’Italia rimaste a Fortezza. Nel 1946 la Commissione tripartita per la restituzione dell’oro monetario ai Paesi che avevano subito asportazioni da parte dei nazisti assegnò alla Banca d’Italia 31,7 tonnellate delle 69 richieste e nel 1958 operò una ulteriore attribuzione di 12,7 tonnellate. La quantità ufficialmente persa dalla Banca, in ragione degli eventi bellici, fu di circa 25 tonnellate.

Nel Dopoguerra il periodo “d’oro” dell’oro:

Nel dopoguerra, l’Italia divenne rapidamente un paese esportatore e per tale motivo beneficiò di cospicui afflussi di valuta estera, soprattutto in dollari. Tali flussi, anche per le esigenze connesse al rispetto degli accordi di Bretton Woods, furono anche utilizzati per acquistare negli anni quantitativi di oro, al pari di quanto facevano all’epoca le principali banche centrali europee (Banque de France e Bundesbank). Negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale, l’oro della Banca d’Italia aumentò progressivamente fino ad accumularne poco meno di 2.000 tonnellate. 

Gli Anni ’90:

Nel 1998 la riserva aurea della Banca aumentò di ulteriori 518 tonnellate grazie alla chiusura definitiva dell’operazione di REPO contro ECU stipulata con la BCE. Le ultime variazioni quantitative, che hanno portato le riserve alle attuali consistenze di 2.452 tonnellate, sono avvenute all’inizio del 1999, in occasione dell’avvio dell’UEM, con il conferimento alla BCE di 141 tonnellate di metallo.

Banca d’Italia dovrà aggiornare il Sito:

Qesta breve storia sull’Oro d’Italia, è tratta dal sito della Banca d’Italia. Nell’ultimo paragrafo, questa storia di successo Italiano si conclude così:

“Il quantitativo di oro di cui la Banca d’Italia è ad oggi proprietaria è quindi frutto di una serie di eventi che hanno permesso all’Istituto di diventare, nel tempo, uno dei maggiori detentori al mondo di metallo prezioso”

a Brave il sito internet, potrebbe quindi essere aggiornato perchè la Proprietà dell’Oro finalmente sarà dei Cittadini Italiani. Un altro tassello per ricostruire il senso di appartenenza dei Cittadini alla Patria.

 

 

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