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Definita anche “gaming desorder”, è la dipendenza dai videogame. Il 27 Maggio 2019  l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha votato all’unanimità stabilendo questa dipendenza come una malattia riconosciuta in tutto il mondo. Nella 72esima assemblea dell’OMS era in oggetto la revisione della “Classification of diseases and related health problems” (Icd-11) che includeva il “gaming disorder”, ovvero il disturbo da gioco, tra le nuove malattie.  Il “Telegraph” specifica che la revisione della classificazione entrerà in vigore in data 1/01/2022 ; al suo interno ci sono oltre 55 mila definizioni per malattie e condizioni patologiche necessarie per uniformare diagnosi e classificazioni in ogni Nazione.

Ci troviamo in un momento cruciale sul tema delle dipendenze da gioco d’azzardo; tra pochi mesi andranno in vigore le nuove misure per ridurre il gioco d’azzardo e contrastare il fenomeno della ludopatia in Italia. Avevamo affrontato il disturbo da gioco anche in altri articoli: “La morte corre sul web: la strage in Nuova Zelanda come in un videogame. “ e non ultimo il Principe Harry che qualche mese fa si è scagliato contro Fortnite, accusandolo di rendere i ragazzi tossicodipendenti da quel gioco.

Il disturbo da gioco viene definito come “una serie di comportamenti persistenti o ricorrenti legati al gioco, sia online che offline, manifestati da un mancato controllo sul gioco; una sempre maggiore priorità data al gioco, al punto che questo diventa più importante delle attività quotidiane e sugli interessi della vita; una continua escalation del gaming nonostante conseguenze negative personali, familiari, sociali, educazionali, occupazionali o in altre aree importanti”.
(fonte: https://www.adnkronos.com/salute/2019/05/27/dipendenza-videogame-una-malattia_JfdiFOcvvFUcd4bghvRn3K.html?refresh_ce).

Non è più solo un fenomeno sociale, bensì una vera e propria patologia, per diagnosticare la quale – specifica l’Oms – occorre “che nel comportamento del giocatore compaia una compromissione significativa nelle aree della sfera personale, familiare, sociale, educativa, e professionale”.

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