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L’Olanda non ammorbidisce l’austerità sul nuovo Mes. Il Meccanismo economico di stabilità che sta per essere messo a punto dalla Commissione guidata da Ursula Von der Leyen trova ancora divisioni e spaccature, su tutte una: quella tra Nord e Sud Europa.

In vista dell’Eurogruppo di venerdì nel quale si discuteranno e verranno ratificare le caratteristiche della nuova linea di credito del Fondo Salva Stati, il ministro delle Finanze de L’Aja Wopke Hoekstra ha inviato stamane una lettera al Parlamento olandese con quelle che secondo il governo devono essere le condizioni di accesso ai prestiti.

Nell’incontro degli sherpa (Euroworking group) della settimana scorsa il governo italiano sembrava che avesse ottenuto che il controllo europeo sui prestiti concessi fosse senza condizionalità e con una chiara e unica destinazione di spesa. E quindi che per l’Italia i 36 miliardi di euro o poco più del Mes, nel caso di attivazione, venissero impiegati solamente per l’emergenza sanitaria. Ma il ministro Hoekstra alza il tiro e con il documento di oggi pianta i “paletti olandesi” per il nuovo Mes. Cinque condizioni che gli Stati che richiederanno l’attivazione del Mes dovranno rispettare.

La prima sarà la firma di un “memorandum” d’intesa per impegnarsi a spendere i soldi del Salva Stati solo per l’emergenza sanitaria, quindi a stabilire un controllo europeo sulle spese. “Un memorandum – si legge nel documento – in cui si impegnano a utilizzare la linea di credito per sostegno al finanziamento interno dell’assistenza sanitaria diretta e indiretta, guarigione e i costi relativi alla prevenzione a seguito della crisi Covid-19”. “In secondo luogo – continua Hoekstra – la linea di credito sarà disponibile solo per la durata della crisi Covid-19. Terzo, la linea di credito per Stato membro sarà del 2% del prodotto interno lordo come punto di partenza”.

Il ministro delle Finanze olandese scrive quindi che per chiunque accederà al nuovo Mes sarà necessaria un’analisi dei rischi per la sostenibilità del debito. “Come previsto dal trattato istitutivo del Meccanismo, è importante – scrive Hoekstra – che le procedure per la concessione di finanziamenti vengano adeguatamente monitorate”. Per l’Olanda questo vuol dire: “Analisi dei rischi per la stabilità finanziaria, sostenibilità del debito e necessità di finanziamento”. Se non una “ricetta greca”, qualcosa che senz’altro ci si avvicina molto.

Ma non è tutto. La quinta condizione riguarda la durata del prestito. Anche qui, ci sono divergenze tra i Paesi Ue, il Sud più colpito da Covid-19 e interessato al nuovo Mes punta a prestiti di durata ultradecennale, l’Olanda invece a far sì che “le linee di credito siano più brevi” rispetto alla storia passata del Mes. Dato che comunque si tratterebbe di prestiti i Paesi Bassi, farebbero così scontare agli Stati richiedenti i bassissimi tassi d’interesse garantiti da questo strumento finanziario.“La cosa riguarda prestiti a Paesi che sono anche attivi sul mercato – precisa il ministro delle finanze olandere – e che comunque offre prestiti a tassi di interesse ragionevoli”. Ci si può aspettare quindi – conclude – che i prestiti del Mes possano anche essere rimborsati in tempi relativamente brevi”.

Insomma l’accordo pare tutt’altro che vicino e nonostante le mediazioni tentate dalla tedesca Angela Merkel, ci si prepara un’altra settimana di trattative. A conferma che quanto stabilito dall’Eurogruppo del 9 aprile scorso non era tutto chiaro e senza incertezze e con il pericolo, sempre più prossimo, che il nuovo Mes possa trasformarsi nella vecchia Troika del 2011-2012.

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