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Durante il periodo di lockdown sono state elevate sanzioni salatissime, per un totale di 154 milioni. Il 14 giugno è il giorno ultimo per presentare ricorso, ne abbiamo parlato con l’avv. Giuseppe Poerio dello studio legale Legal brain

E’ giusto elevare la multa alle persone che hanno evaso questo lockdown?

Bisogna distinguere tra le persone malate che dovevano rispettare questa quarantena con le persone che non avevano sintomi e non avevano la certezza di essere positive al coronavirus, queste ultime avevano tutti i diritti di circolare sul territorio nazionale, mentre i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri hanno comportato una limitazione di tutte le libertà costituzionali in funzione del superiore diritto alla salute, in realtà anche altre libertà costituzionali sono di pari grado rispetto al diritto alla salute e sono la libertà di circolare, la libertà di culto, la libertà di istruzione, la libertà di riunione, il diritto all’istruzione, le iniziative economiche private, quindi l’articolo 41 della costituzione. 

La costituzione prevede espressamente che questi diritti possano essere limitati temporaneamente con una Legge dello Stato ma lo strumento adottato è il Decreto del Presidente dei Ministri che non è una legge ma un atto amministrativo, quindi di rango inferiore nella gerarchia delle fonti, il DPCM non è lo strumento adatto.

Non avrebbero potuto trasformarli in legge?

Avrebbero potuto trasformarlo in legge ma hanno utilizzato una procedura border line della costituzione, c’è stato un Decreto Legge che ha autorizzato il Presidente del Consiglio dei Ministri ad adottare dei provvedimenti d’urgenza ma anche il decreto legge andrebbe trasformato in legge entro 60 giorni, dopo di che, decade, quindi tutti i provvedimenti presi non sono più validi.

Quindi chi ha subito una sanzione cosa dovrebbe fare?

Chi ha subito una sanzione ha 30 giorni di tempo per impugnarla ma i termini sono stati sospesi fino al 15 maggio del 2020, quindi i 30 giorni per impugnare queste multe decorrono dal 15 maggio e i termini scadono dunque il 14 giugno

Se uno fa ricorso in teoria lo vince?

No, è il Prefetto che decide, il Prefetto che potrebbe anche confermare la sanzione e raddoppiarla, dopo di chè la sanzione può essere impugnata davanti ai giudici, è importante che il cittadino sappia che se il Prefetto respinge il ricorso la sanzione può essere raddoppiata, il consiglio che do è di impugnare la sanzione qualora esista un giustificato motivo, spesso queste sanzioni sono state impugnate in maniera arbitraria dagli agenti perchè il decreto lascia adito a numerose interpretazioni, faccio riferimento al concetto di prossimità dell’abitazione, di attività motorie, di prossimi congiunti, sono tutte definizioni adottate dai decreti ma che hanno lasciato ampia libertà agli agenti. Non erano state individuate le fattispecie, non erano state tipizzate le norme.

GUARDA L’INTERVISTA COMPLETA

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