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Un incontro di preghiera contro il disegno di legge Zan che combatte l’omotransfobia.

Tale è ritenuta dai manifestanti l’iniziativa del parroco della chiesa di San Nicola di Lizzano (in provincia di Taranto) che ieri sera ha radunato alcuni fedeli per un momento di raccoglimento.

Lo afferma la scrittrice e attivista Lgtb, Francesca Cavallo, che su Facebook ha raccontato la vicenda. «Alcuni ragazzi- scrive- hanno deciso» quindi di incontrarsi «davanti alla chiesa con alcune bandiere arcobaleno. Saremo stati una quindicina».

Anche il sindaco Antonietta D’Oria, presente in piazza, ha preso le distanze dall’iniziativa parrocchiale contro il Ddl, che ha ricevuto il via libera dalla Commissione Giustizia della Camera: «Certo non sta a noi dire quello per cui si deve o non si deve pregare, ma anche in una visione estremamente laica qual è quella che connota l’attuale Amministrazione comunale, la Chiesa è madre e nessuna madre pregherebbe mai contro i propri figli- commenta sulla sua pagina Facebook Antonietta D’Oria-. Qualunque sia il loro, legittimo, orientamento sessuale. A nostro modestissimo parere e con la più grande umiltà, ci pare che altre siano le minacce che incombono sulla famiglia per le quali, sì, sarebbe necessario chiedere l’intervento della Divina Misericordia. Perché non pregare contro i femminicidi, le violenze domestiche, le spose bambine? Perché non celebrare una messa in suffragio per le anime dei disperati che giacciono in fondo al Mediterraneo? Perché non pregare per le tante vittime innocenti di abusi? Ecco, senza voler fare polemica, ma con il cuore gonfio di tristezza, tanti altri sono i motivi per cui raccogliere una comunità in preghiera».

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