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A Fatece Caso siamo tornati sul tema del politicamente corretto insieme a Livio Beshir, attore e conduttore televisivo, oggi impegnato su RaiPlay con PlayMag, un programma interamente dedicato al mondo dei millennials.

ASCOLTA L’INTERVISTA COMPLETA:

 

Livio ci aveva colpito in questa sua uscita a ItaliaSì, trasmissione su Rai condotta da Marco Liorni. Qui spiegava come essere definito come conduttore “di colore” o “nero” lo metta in imbarazzo, visto che preferirebbe essere semplicemente ricordato come Livio Beshir:

 

Durante la nostra intervista siamo tornati su questi argomenti. «L’esasperazione nel voler cercare per forza un termine di definizione “politically correct” finisce per snaturare la spontaneità del cuore delle persone», ci ha detto. Abbiamo poi parlato lungamente, come esempio, della cacciata di Fausto Leali dal Grande Fratello per aver detto “negro” al fratello di Mario Balotelli, Enock. Leali un tempo era chiamato “il negro bianco” per la sua voce così simile ai grandi cantautori black, e “Il negro bianco” era anche il titolo di un suo album.
E tanti sono gli altri esempi in cui una volta il termine in Italia era usato.

L’altra polemica su cui ci siamo soffermati è quella riguardante il blackface, cioè l’usanza di truccare un bianco come un nero in alcuni spettacoli teatrali e televisivi. «Ho trovato questa indignazione veramente esagerata. Un’esagerazione simile a quando ci dicono di non aprire la porta ad una donna per non farla sentire a disagio e si voleva in realtà solo fare un atto di cavalleria. Sono entrambi degli eccessi polemici».

Livio si è poi espresso a favore dell’usanza di includere nei cast cinematografici tutti i tipi di esseri umani: bianchi, neri, disabili, omosessuali…

Lo ringraziamo per essere stato con noi e speriamo possa tornare presto.

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