Azioni Roma

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Cosa ti senti di dire alla gente disorientata?

Ai romanisti devo dire solo grazie per come mi hanno trattato. C’è stato sempre reciproco rispetto dentro e fuori dal campo. Dico di continuare a tifare Roma ed onorarla. Per me è la squadra più importante del mondo e vederla così adesso in difficoltà mi rattrista. Questo è un arrivederci, non un addio. Dal di fuori mi sento di dire che impossibile vedere Totti senza la Roma, e da romanista questo non può accadere. Adesso prenderò altre strade e al momento giusto sarò pronto a rientrare.

Sei pronto da subito a prendere altre strade? C’è qualcuno più colpevole di altri?

Diciamo che adesso sono tante le cose che posso fare e le sto valutando in tranquillità. Accetterò l’offerta che mi farà star meglio mettendoci il cuore. Non voglio indicare i colpevoli. Semplicemente c’è stato un percorso che non ha rispettato le promesse che mi son state fatte all’inizio della mia avventura dirigenziale.

Ma ti è stato promesso qualcosa in società quando hai lasciato il calcio?

Tutti sappiamo che hanno voluto che io smettessi. Sul lato dirigenziale avevo un contratto di 6 anni e sono giustamente entrato in punta di piedi. Era una novità ed era giusto così. Promesse ne ho ricevute tante ma alla fine non sono mai state mantenute per ciò che loro sapevano io volessi. Col tempo ho valutato l’evolversi delle cose. Non mi sembrava il caso di continuare e mettermi a disposizione di persone che non hanno mai voluto che io facessi qualcosa a livello dirigenziale.

Negli anni si è parlato spesso di “detottizzazione”. Credi che ci sia in corso anche un’operazione di “deromanizzazione”?

Levare i romani dalla Roma è sempre stato un pensiero fisso da parte di qualcuno. Alla fine hanno ottenuto ciò che volevano, a cominciare da quando sono arrivati gli americani.

Franco Baldini: che rapporti avevi con lui?

Non c’è mai stato rapporto e mai ci sarà. Se ho preso questa decisione è intrinseco che ci sono problemi interni in società. Uno dei due doveva uscire e mi sono fatto da parte io. Troppi galli a cantare non servono ma creano solo danni. Ognuno dovrebbe fare il suo. di ogni aspetto decisionale, l’ultima parola spettava a Londra, quindi stare qui a parlarne era tempo perso.

Che futuro vedi nell’immediato per la Roma?

C’è da fare i conti col fair play. Io dico che bisogna dire sempre la verità ai tifosi, essere trasparenti con i nostri tifosi. Un anno fa dissi che la Roma sarebbe arrivata 4a/5a e fui accusato dalla società di esser incompetente. Io credo che quando parli con trasparenza sei sempre inattaccabile. Anche per questo non posso stare qui dentro.

Questa sembra la conferenza contro i fantasmi perché le persone di cui stai parlando non le vediamo neanche noi. Questa assenza dirigenziale quanto è pesata all’interno della squadra?

E’ pesata tantissimo, anche perché poi il giocatore trova sempre un alibi al quale appellarsi. La squadra ha accusato, questo è chiaro. Si è creato un danno. Ripeto che il presidente deve essere sul posto. I giocatori e dirigenti, quando vedono il capo stanno sull’attenti e cominciano a lavorare seriamente.

Senti di aver fatto tutto ciò che era in tuo potere nel corso del tuo percorso dirigenziale?

Se ho preso questa decisione è perché non ho potuto far nulla, soprattutto per ciò che riguarda l’area tecnica, cosa di cui forse so più io che tanti altri…

Credi che il fondo di investimento del Qatar possa metter le mai sulla Roma?

Ci sono molte persone che vorrebbero investire ma io finché non vedo nero su bianco non ci credo. Di certo la Roma è amata nel mondo e tutti vorrebbero prenderla. Ho cercato sempre di portare qualcosa in più a questa società ma dall’altra parte era diverso il pensiero.

Cosa serve per riportarti alla Roma?

Innanzitutto un’altra proprietà e questa deve credere nelle mie potenzialità, deve credere che io sia in grado di far qualcosa di buono. Per me staccarmi dalla è più doloroso che morire. Tanti dirigenti nella roma hanno sempre detto che sono troppo ingombrante per questa società.

Proposta di contratto da dirigente con adeguamento economico: ti è mai stata avanzata?

Chiariamo che io di soldi non ho mai parlato e non ho mai chiesto nulla. Ho chiesto di fare il direttore tecnico per quelle che sono le mie competenze. Ho chiesto di decidere in questo campo ma se poi a decidere su tutto sono gli altri a che serve? Non sono andato a Londra perché era già tutto deciso: che ci andavo a fare se già avevano fatto tutto senza interpellarmi? L’unico allenatore che ho sentito è Conte: tutti gli altri non li ho mai chiamati, tutte fantasie. Mi hanno fatto passare per ciò che non sono ed io per stupido non ci passo, questa è la realtà dei fatti.

Senza Baldini torneresti?
No, il vaso è ormai rotto. Se avessero voluto fare questa scelta l’avrebbero dovuto far prima.

“Francesco ha avuto un grande impatto nelle decisioni sui cambiamenti che abbiamo Preso” così dice Pallotta.
L’unico allenatore col quale ho preso una decisione è Ranieri e lo ringrazio per ciò che ha fatto, sarebbe venuto qui anche gratis. I romanisti devono essere fieri di questo uomo.

Non poteva essere l’occasione adesso per resettare tutto e cominciare a lavorare con pieni poteri?
Fienga mi ha confermato la sua fiducia 3 mesi fa… ma quando dall’altra parte hai una persona che ti mette il bastone nelle ruote sempre, tutto è inutile. Ribadisco che hanno scelto tutto loro.

Fosse venuto Conte saresti rimasto?
Certo! Io e Fienga chiamammo Conte. Antonio ci aveva dato l’ok e poi sono sorti dei problemi e lui ha cambiato idea… ora è dell’Inter.
Io chiedevo solo fiducia nella società, ecco perché me ne vado.

Quanto pesa ciò che è accaduto a De Rossi? Ti hanno chiesto un parere?
La risposta è banale: non mi hanno chiesto nulla. Già da settembre dissi ai dirigenti che se avevano la certezza che questo sarebbe stato l’ultimo anno di De Rossi andava avvisato per correttezza. La società rimandava in continuazione, dopodiché un insieme di situazioni hanno fatto passare questa cosa in secondo piano. A Trigoria le cose vanno decise subito…

Baldissoni che ruolo ha avuto in questi tuoi 2 annida dirigente?

Baldissoni è stato un dirigente della Roma che ha cercato di direzionarmi… non so dove ma lo ha fatto. Mi ha aiutato sotto alcuni punti di vista.

Una corrente di pensiero dice che Totti si è impegnato poco, dedicandosi a calcetto, paddle ecc…

Loro sono al corrente di ciò che faccio e ritengono che facendo così porto la Roma nel mondo, quindi non sono matto.

Perché non sei riuscito a creare un rapporto diretto con Pallotta? Ma soprattutto come è possibile che ti lasci andar via?

Nelle ultime settimane ha cercato di trattenermi tramite interventi di terze persone. Io in due  anni non ho mai sentito nessuno; ne Pallotta, ne Baldini, cosa devo pensare? Di certo non sono ben voluto.

Ma se Pallotta resta altri 10 anni?

Spero possano vincere e fare ciò che hanno sempre detto. Per ora sono 8 anni che dicono di portare in alto la Roma… speriamo di non aspettarne altri 8 anni.

In merito all’opera di “detottizzazione”, a te personalmente fa più male esser stato considerato un peso, una zavorra o il fatto che loro non abbiano creduto nelle tue potenzialità?

Dico solo secondo me sono stato un peso per questa società. Mi hanno detto che sono un personaggio troppo ingombrante. Tante cose l’ho sapute leggendo i giornali… e vi ho detto tutto, pensate quanto ero considerato.

Hai già ricevuto offerte?

Valuterò, delle  offerte già arrivate da squadre italiane, una addirittura l’ho ricevuta questa mattina.

Chi ti ha contattato?

Si dice il peccato ma non il peccatore!

C’è un aspetto per il quale dici grazie a Pallotta?

Gli dico grazie perché comunque alla fine mi ha dato possibilità di poter lavorare per la Roma, conoscendo aspetti Da dirigente che mai avrei pensato di conoscere. Io non sputo sul piatto dove ho mangiato, questo sia chiaro, non lo farò mai. Lui è il Presidente della roma e spero che possa portarla sempre più in alto.Ora deve essere bravo a riconquistare la fiducia delle gente.

Perché Pallotta non viene a Roma?

Non ci ho mai parlato a 4 occhi quindi non lo so. L’unica volta che ci ho parlato sono stato io ad andare da lui.

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