Invasione di Alghe

Sembra quasi una “autostrada di alghe” che collega il Golfo del Messico fino alle coste dell’Africa Occidentale: così si presenta nelle immagini satellitari la lunga striscia di sargasso (alga phylum Heterokontophyta) che sta crescendo a dismisura nell’Oceano Atlantico e non accenna a ridursi.

Secondo i risultati di un recente studio pubblicato su Science la proliferazione del sargasso, fenomeno naturale descritto già da Cristoforo Colombo nel quindicesimo secolo, ha raggiunto quest’anno dimensioni mai viste e potrebbe non costituire più un’eccezione ma la nuova “regola”, favorita da diversi fattori tra cui la deforestazione massiccia dell’Amazzonia e l’utilizzo di fertilizzanti.

Alcune specie di sargasso vivono fluttuando sulla superficie dell’oceano e si uniscono tra loro formando ammassi simili a piccole isole, che attirano molte specie di pesci, uccelli e tartarughe.

Rainews.it evidenziache nell’ultimo decennio questo fenomeno è significativamente aumentato sia per quantità che per estensione. Intere colonie di alghe hanno iniziato a raggiungere la terraferma, inondando le spiagge caraibiche e atlantiche e causando significativi problemi economici e ambientali.

Per la prima volta un team di scienziati guidati da Mengqiu Wang, della University of South Florida, ha studiato il fenomeno avvalendosi dei dati raccolti in 19 anni di misurazioni satellitari tramite lo strumento Modis (Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer). È emerso un aumento costante della crescita del sargasso dal 2011 al 2019 con la sola eccezione dell’anno 2013.

Secondo Wang, che nello studio ha tenuto conto anche del consumo di fertilizzante in Brasile, il tasso di deforestazione in Amazzonia e lo scarico del Rio delle Amazzoni, gli eventi di proliferazione delle alghe nell’ultimo decennio sembrano favoriti da due fattori principali: uno attribuibile all’azione dell’uomo e uno naturale.

In primavera e in estate il Rio delle Amazzoni scarica in mare sostanze nutritive che in parte derivano dalle attività di deforestazione e dall’uso massiccio di fertilizzanti.

Di inverno, invece, i nutrienti risalgono dalle profondità dell’Oceano Atlantico, nelle zone circostanti la costa occidentale africana. Nel giugno 2018 la “Great Atlantic Sargassum Belt” – questo il nome dato alla striscia di alghe – si estendeva per 8.850 chilometri per un peso stimato di oltre 20 milioni di tonnellate.

Gli autori dello studio suggeriscono che questi risultati potrebbero indicare un cambiamento permanente del ciclo della fioritura del sargasso

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