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La storia di Dario Musso ha preoccupato tutta l’Italia. Questo giovane di Ravanusa, in provincia di Agrigento, è sceso nella piazza del suo Paese urlando che la pandemia da Covid19 non esiste ed è stato per questo sottoposto a Trattamento Sanitario Obbligatorio (Tso); ovvero, sedato e ricoverato in psichiatria in stato di immobilizzazione nel letto.

Un servizio de Le Iene ha però rivelato che il giovane non è stato mai sottoposto alle obbligatorie visite preliminari perché un Tso possa essere imposto a un individuo. Certamente, come mostra il lavoro della trasmissione di Italia1, Dario Musso aveva fatto cose poco apprezzabili nei giorni precedenti al fatto; ciononostante nessuno può subire un Tso senza un adeguato procedimento di legge. Altrimenti, come giustamente hanno fatto notare Le Iene, chiunque posti un video in cui si esprime in maniera violenta dovrebbe essere ricoverato coattivamente in psichiatria. Compresi tanti nostri politici.

Ai microfoni di Non è la Radio è intervenuto Massimiliano Musso, il fratello di Dario, che ci ha spiegato tutto quello che è successo. E che soprattutto ci ha garantito che Dario sta bene e che presto lo potremo sentire anche ai microfoni di Non è la Radio.

Lillo, che cosa è successo di preciso?
«Va chiarito che Dario non ha mai detto che il Covid19 non esiste, ma che non esiste una pandemia. E nei fatti l’ordinamento italiano non ha mai recepito la dichiarazione di pandemia fatta dall’Oms a marzo; perciò è corretto dire che ai sensi di legge la pandemia in Italia non c’è. Purtroppo esiste un diffuso vizio linguistico che porta a confondere i termini, ad esempio “coronavirus” con “Covid19”  e “Covid19” con “pandemia”.
Non si può ad ogni modo stabilire che chi dice qualcosa non conforme alla verità scientifica debba subire un Tso
».

Dario aveva per caso problemi psichiatrici pregressi, o aveva fatto qualcosa di male tale da indurre i medici a prendere quella decisione?
«Innanzitutto ricordo che il Tso non ha funzione punitiva. Serve per patologie gravi che mettono a rischio la propria o altrui incolumità. La legge prevede che sia anticipato da visite mediche obbligatorie, che però Dario non ha mai ricevuto; esistono false dichiarazioni in tal senso dei medici interessati, che già stanno cominciando a confessare quanto commesso. Dario non ha una storia psichiatrica alle spalle: è entrato in reparto senza diagnosi e ne è uscito senza diagnosi. Nel referto c’è persino scritto che non soffre di alcuna patologia mentale; è solo riportato che ha fatto uso sporadico di cannabinoidi
È vero che nei giorni precedenti aveva fatto il giro della Sicilia per dire che la pandemia non esiste, ma non è troppo diverso da quanto ha fatto il generale Pappalardo
».

Che cosa è successo dopo che Dario è stato sedato?
«Durante il ricovero Dario è stato legato al letto e al buio. Per quattro giorni noi familiari non abbiamo avuto notizie; per fortuna però Dario ha come fratello un avvocato. So come muovermi; ho registrato tutte le telefonate con i medici che non ci permettevano di fare visite, che la legge sul Tso in realtà concede. Dopo aver documentato tutto, siamo riusciti a parlare con lui, prima che fosse liberato tre giorni dopo».

Avete sporto querela?
«Intanto la procura di Agrigento ha aperto un procedimento d’ufficio. Noi ci riserviamo di sporgere denuncia per sequestro di persona e tortura appena avremo definito il procedimento civile di opposizione al Tso che stiamo curando.
Non si può accettare di tornare ai tempi in cui le persone venivano bruciate per delle opinioni. Che facciamo, interniamo anche il prof. Alessandro Meluzzi, tra l’altro a capo dello staff medico di supporto alla linea difensiva di Dario?

Oppure chi ritiene che dietro l’11 settembre ci sia un complotto dovrebbe essere ricoverato? Non c’è una persona che ha la ragione suprema sugli altri. Ad esempio io non condivido le idee di Roberto Burioni e Walter Ricciardi, ma combatto perché possano esprimersi. La storia di Dario chiede giustizia per tutti; se questo è stato permesso su di lui potrebbe capitare anche ad altri! Non può passare il principio che c’è qualcuno che ha la verità in tasca, ed inoltre è diritto di tutti sentire tutte le campan
e».

Come sta Dario adesso?
«Sta bene, è in vacanza in Liguria con la fidanzata. Si muove per l’Italia accolto dall’affetto di tutti. Gli italiani lo considerano un eroe nazionale perché hanno sentito come un aggressione ai loro danni questa vicenda; è evidente che si sta utilizzando l’emergenza sanitaria, di cui non nego l’esistenza, a fini antidemocratici.
Stiamo lavorando perché sia previsto l’uso obbligatorio delle telecamere sia durante la visita degli psichiatri, sia quando avviene il Tso, sia durante la degenza ospedaliera. Così eviteremo nuovi casi come quelli di Dario».

Potremo sentire Dario in futuro a Non è la Radio?
«Certo, gliene ho già parlato e gli farà piacere sentirvi».

ASCOLTA L’INTERVISTA INTERA A MASSIMILIANO MUSSO:

 

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