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L’estrema destra americana sembra essere un attore di poco peso sullo sfondo della nazione più libera e (ormai ex) esportatrice di democrazia ai bisognosi. Eppure i richiami del Klu Klux Klan e dei Bogaloo boys hanno trovato la scintilla perfetta per poter proliferare come un virus.

Si accende un campanello di allarme per gli eredi del 1787. Segnale avvertito dallo stesso sistema che non è riuscito a tamponare 97,000 morti. Gli Americani, già reticenti nel pagare le tasse, non avrebbero potuto sopportare tanta ingerenza etero-indotta. Ma cosa succede se la patria del Libertarismo è costretta ad adattarsi alle misure draconiane degli altri paesi? Facile, 30 dei 50 stati della nazione federale scendono in piazza. Arrabiati e feroci, i cittadini americani, recuperano le istanze da guerra di indipendenza, mentre spuntano nuovi adepti dell’estrema destra suprematista bianca.

Un articolo del The Economist del 17 Maggio racconta di come tre idee già presenti sul territorio oltreoceano abbiano trovato il perfetto hummus per andare oltre le parole. 
AUSTIN, TX – APRIL 18: Alex Jones arriva in prossimità dell’edificio della capitale dello stato del Texas, il 18 Aprile 2020 ad Austin. La protesta era stata organizzata al guerriero dell’informazione Owen Shroyer che pubblicizza le poteste intorno al paese. La mobilitazione è volta a coinvolgere i cittadini nelle strade contro le misure anti-Covid (Photo by Sergio Flores/Getty Images)

Ci saremmo immaginati questo nuovo nucleo armato con tute militari ed armi sofisticate, ed invece i Bogaloo boys vestono camice hawaiane e comprano le armi al posto della carta igenica. Sono soprattutto maschi e frustrati questi pionieri della guerra della razza bianca. Dove il bazooka finanziario di Trump da 4.000 miliardi non è sufficiente a rassicurare quei 22 milioni di americani rimasti senza lavoro. Ecco che tra le maglie di una società dove la classe media è allo stremo, si insinua il senso di appartenenza fornito da un’ideale di resistenza. Da una parte le Big corporations della Silicon Valley si reinventano nel mercato tecnologico ed immateriale degli utili non tassati, e dall’altra i singoli cittadini scompaiono nelle sempre più profonde disuguaglianze sociali.

Ecco dove l’estremismo diviene la ricetta vincente per ri-organizzanizzare un paese dove scompaia anche lo stato minimo, il dominio di razza porti ordine e le armi soppiantino il Leviatano tiranno.

Un terreno fertile

E certo che Trump è fortunato se politicamente non gli spetta la scelta di chiudere i singoli stati. Ed incitare la folla al ribellismo contro le misure adottate dai Governatori è l’ennesima mossa politica per distogliere l’attenzione dalla pessima gestione dell’emergenza sanitaria. Nonchè dell’impreparazione strutturali del sistema sanitario stesso. Ma lo stesso presidente che si cura con l’idrossiclorochina senza alcuna evidenza scientifica, strizzando l’occhio all’industria farmaceutica americana, ha ucciso anche l’oggettività del metodo sientifico. Dove il “secondo me” diviene il criterio delle scelte della presidenza, la patria americana si conferma ancora la culla delle teorie del complotto.

Il fascino irresistibile per quello che non ci dicono

Che il complotto abbia una fortuna immensa è innegabile dalla storia dei Protocolli dei Savi di Sion, un fantomatico piano dei capi ebrei per concquistare il dominio del mondo. In realtà la polizia segreta ultranazionalista russa mise moltissimo impegno per redigere 24 libri di antisemitismo puro. Ma da un secolo a questa parte non è cambiato il fascino perverso per quello che non ci dicono.

E proprio il sentimento di marginalizzazione che provano molti americani si sfoga nell’informazione alternativa. Nella realtà complicatissima e intrecciata di oggi, comprendere vuol dire avere una capacità critica affilatissima. Viviamo tutti in un mondo dove la divisione del lavoro e l’estrema specializzazione progettano uomini di estrema competenza in settori molto delimitati. Si finisce poi per tralasciare l’apprendimento del metodo scientifico e del discernimento che facilitano lo spirito critico verso vari complotti e chiacchiere da bar. E’ pur vero che anche tra le classiche professioni liberali, un tempo fulcro di saggezza, troverete molti medici che credono alle teorie cospirazioniste.

La pressione sociale che prova chi conosce meno, è tale da ricercare nel complotto la scusa perfetta per divenire profeti di qualcosa. Sentirsi importanti. Non marginali. Ecco di cosa necessità il tessuto americano, così come quello nostrano: il senso di appartenenza a qualcosa.

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E tra cospirazioni e desiderio di emergere, il complottismo diviene il braccio teorico per l’ascesa dell’estremismo americano.

L’accelerazione imposta dalla crisi da Covid rivela le contraddizioni del sistema interno federale e diviene l’input all’azione di un altro filone estremista della destra. Infatti, uno strano sposalizio tra Marxismo nell’impianto sociale ed economico e Neo-nazismo nell’ideologia, punta a ricostruire la nazione ancestrale. Tra primato del sangue e organizzazione tattico-strategica sul territorio, l’Accelelerazionismo americano si approfitta delle fragilità rese ormai evidenti dalla pandemia.

L’estrema destra americana vanta un’ampia ramificazione in tutti i settori della società, nonchè una facile capacità di fare proseliti tra le fila degli strenui sostenitori del libertarismo. L’estrema vulnerabilità di alcune fasce della popolazione rende i disagi psicologici e sociali della classe media sotto pressione un vuoto perfetto da colmare.

Non solo il Coronavirus ha reso diverse teorie complottiste, da Bill Gates imprenditore del Virus, al 5G promotore della sua diffusione, un elemento di perfetta sintesi in stile Trump. Ma ha scatenato anche la prima seria battuta d’arresto dopo il 2008. Per un paese che se smette di produrre rischia di perdere seriamente il confronto con il suo grande antagonista, ribattezzare il Virus come “cinese” replica la dinamica del nemico-straniero di schimittiana memoria. E’ vero che prima faceva da sfondo l’avvento del Nazionalsocialismo, ma trovare un target da demonizzare è pan per i denti degli estremisti che vogliono portare la rivoluzione bianca.

Siamo tutti in pericolo?

Il suprematismo bianco diffonde e suffraga il complottismo tramite Telegram e Facebook, utilizzando le stesse tecniche di guerra psicologica che sfruttano alcuni governi del mondo per influenzare l’opnione. Dai chatbot russi agli account twitter fake cinesi, in questa guerra d’informazione le vere vittime non sono solo coloro che non hanno accesso ad un grado di istruzione superiore, ma anche tutte quelle categorie istruite. L’apprendimento del pensiero critico è fondamentale per risucire a discernere un articolo clickbait da una notizia di cronaca. In America come in Italia. Ancor di più nell’era della deep fake news. C’è da dire che da noi, sottovalutare l’importanza del metodo scientifico è una realtà che va avanti dai tempi della riforma scolastica Gentile d’epoca fascista. Ma l’America, patria del MIT e dell’avanguardia scientifica non è al riparo da quelle che sembrano orde di cittadini e cittadine ormai prive di alcun senso di appartenenza sociale.

Nel frattempo da noi Area 121, affiliata di Casapound occupa uno stabile ad Ostia per insediarvici famiglie rimaste senza un tetto durante l’emergenza. Lì dove lo stato non c’è, alle necessità dei cittadini e delle cittadini si insinua qualcun altro. Forse i vuoti e le risposte non sono del tutto solo americani.

Claudia Comandini

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