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La legge di Bilancio è arrivata alla volata finale. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha convocato i sindacati Cgil, Cisl e Uil per domani (martedì) alle 18.00 a Palazzo Chigi. Alla riunione si discuterà della Manovra e del nodo pensioni. Possibile Consiglio dei ministri giovedì. I partiti di maggioranza stanno tessendo le ultime trattative per sciogliere i nodi rimasti.

Con la convocazione dei sindacati, la legge di Bilancio è (quasi) pronta per essere varata. Nelle prossime ore il confronto tra il presidente del Consiglio e Cgil, Cisl e Uil, mentre una cabina di regia dovrebbe precedere l’approdo della Manovra in Cdm. Non si andrà oltre giovedì: dal giorno successivo, infattio, il governo sarà impegnato nel G20 che si svolgerà a Roma. Il premier draghi dovrà sfruttare le prossime 72 ore per trovare, con la maggioranza e con le parti sociali, l’intesa sui tanti nodi ancora da sciogliere: dal meccanismo per superare “Quota 100” al Fisco, dai bonus fiscali per l’edilizia (estensione al 2023 dell’incentivo al 110% per le ristrutturazioni) al reddito di cittadinanza.

 

Pensioni: il superamento di “Quota 100” – Il tema più complesso è rappresentato dal superamento della riforma voluta dalla Lega tre anni fa, ovvero “Quota 100”, la misura che consente di andare in pensione con 62 anni d’età e 38 di contributi. “Quota 100 non sarà rinnovata, ci sarà un graduale passaggio alla normalità” ha annunciato venerdì 22 ottobre da Bruxelles Mario Draghi. La Lega insiste sul meccanismo di “Quota 102£ (per il 2022 e il 2023) ma la misura è già stata respinta dall’esecutivo nel Cdm sul Dpb della scorsa settimana: in quell’occasione il ministro dell’Economia, Daniele Franco, aveva proposto “Quota 102” nel 2022 e “Quota 104” nel 2023. Il governo avrebbe aperto alla possibilità di tenere per 3 anni ferma l’età di uscita a 64 anni e aumentare gradualmente i contributi (38 anni nel 2022, 39 nel 2023, 40 nel 2024). Ma la soluzione non convince la Lega che rilancia con “Quota 41” (la pensione con 41 anni di contributi, magari tenendo ferma un’età minima in uscita per superare le forti perplessità del governo).

Fisco: 8 miliardi per il taglio delle tasse – Il governo ha stanziato 8 miliardi per abbassare le tasse. Alcuni partiti di maggioranza chiedevano uno sforzo maggiore, ma la cifra dovrebbe rimanere quella. Secondo quanto riportato dal “Sole 24 Ore” Draghi e Franco sarebbero dell’idea di destinare gran parte degli 8 miliardi per tagliare il cuneo ai lavoratori (con i contributi o ampliando il bonus Irpef), mentre il centrodestra e gli industriali insistono per agire anche lato imprese e tagliare – se non abolire – l’Irap (imposta regionale sulle attività produttive). Possibile che la scelta venga rinviata all’iter di conversione della Manovra (l’approvazione deve avvenire entro dicembre).

Edilizia: dal Superbonus 110% al bonus facciate, tutte le proroghe – Nella prossima Manovra ci sarà la proroga al 2023 del Superbonus, ma riguarderà solo i lavori per i condomini e resterebbe esclusa gli immobili unifamiliari, ville e villette. Il Superbonus, misura spinta dal M5s, verrà rifinanziato fino al 2023 con i fondi del Recovery fund. Si tratterà di una misura relativa ai condomini e le ex case popolari, destinata poi a calare fra due anni fino a quota 65%. Confermati anche ecobonus al 65% e sconti al 50% per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici green. Non c’è traccia, al momento, del bonus facciate. A rischio lo sconto in fattura e la cessione crediti per le agevolazioni che non siano il 110%.

Reddito di cittadinanza: possibili modifiche – La legge di Bilancio per il 2022 servirà anche per fare un “tagliando” al Reddito di cittadinanza, altra legge introdotta dal M5s che l’ex premier Giuseppe Conte ritiene sì modificabile, ma intoccabile. La Manovra destinerà al Rdc nuove risorse per 800 milioni di euro. Il governo lavora però a una modifica della misura che, partendo dalla platea attuale, introdurrebbe un meccanismo di décalage dell’assegno che scatterebbe, nel caso di rifiuto, dalla seconda offerta di lavoro. Previsto anche un rafforzamento dei controlli preventivi grazie all’incrocio delle banche dati così come di quelli ex post con l’aiuto della Gdf. Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha incaricato una commissione, presieduta da Chiara Saraceno, di elaborare le proposte per migliorare il sussidio.

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