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Nella conferenza stampa di ieri di Giuseppe Conte abbiamo assistito ad una delle scene più  indelebili della storia moderna della politica. Infatti, Conte, in qualità dì Presidente del Consiglio, ha tenuto a replicare a calunnie da un punto di vista oggettivo ed istituzionale, in difesa della democrazia in diretta nazionale “facendo nomi e cognomi”. Non si è trattato di esprimere opinioni politiche in diretta nazionale attaccando, sì è arrogato il diritto di difendersi legittimamente dalle fake news pubblicate e urlate da Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Non sono state risparmiate le critiche, ma rispondiamo nel merito.

Conte non ha abusato del mezzo televisivo

In un momento delicato come questo credo sia necessario utilizzare il mezzo più efficace possibile al fine di smentire fake news che fanno leva sul malumore generale. C’è bisogno di chiarezza, o quanto meno è necessario sradicare qualsiasi tipo di notizia senza fondamento. Quindi si, ben venga l’abuso (per usare le parole lette ed ascoltate) se volto ad abbattere una barriera tanto inutile quanto pericolosa come questa. Dopo esattamente un mese di attacchi insensati di Salvini e Meloni, questi andavano chiariti. Qui ci sta un paese in piena emergenza sanitaria e abbiamo un’opposizione che palesemente specula elettoralmente soffiando sul fuoco della tensione… Ma possibile che questo è accettabile ed un Presidente del Consiglio che si difende attaccando le falsità pubblicate non lo è?

La figuraccia di un’opposizione sin qui stata squallida

Io penso che in un momento di difficoltà come questa, per l’intero paese, Salvini e Meloni stiano davvero esagerando. Purtroppo, sono i più seguiti sui social ed hanno una risonanza pazzesca sulla massa. Non è da responsabili e scrivere “ATTENZIONE! CORONAVIRUS NATO IN LABORATORIO”, oppure “SFIDUCIA AL GOVERNO SUBITO, CHI CI STA?”. Non in questa situazione. In questa situazione, secondo me, bisogna aiutarsi, mettere da parte le armi e lavorare, trovare la migliore soluzione tutti insieme. E nessuno di loro l’ha fatto dall’inizio dell’emergenza, hanno sempre trovato qualcosa per attaccare violentemente, anche a costo di diffondere fake news. Umanamente io Conte lo capisco. Eccome se lo capisco. Io avrei sbottato già da un po’. Mi riconosco nella sua reazione e non mi sento di giudicarlo assolutamente. Conte ha la responsabilità di un intero paese, ed oltre a tutto quello che sta vivendo professionalmente, dovrebbe pure accettare le falsità urlate da due incoscienti? I quali non perdono occasione per attaccarlo con i potenti mezzi di comunicazione che hanno? Anche su fatti non reali? Secondo me è umanamente impensabile. Magari mi sbaglio. Di seguito le fake news sul Mes pubblicate ieri.

Quello che ha fatto Conte è da regime totalitario: falso

L’accusa a Conte che mi fa più sorridere è quella sollevata da  Salvini e Meloni in risposta alla “cazziata” pubblica del Presidente del Consiglio. Quest’ultima scrive “BENVENUTI IN COREA DEL NORD” e giù a ridere. Non posso far altro che ridere se penso che questi due esponenti della destra abbiano accusano Conte di regime totalitario… Ma sono gli stessi che applaudivano Orban gli scorsi giorni? Sorrido anche al pensiero di quanto sia difficile per loro far riferimenti al ventennio fascista in questo caso (vedi i riferimenti alla Corea o addirittura all’Urss), riferimenti non citati forse per tenersi elettoralmente amici qualche individuo con la sindrome di braccio teso.

È chiaro come un Presidente del consiglio non dovrebbe mai smentire notizie false, ma lo deve fare nel momento in cui esse continuano ad essere ripetute quotidianamente, sopratutto in Tv di Stato. Oltretutto, non li ha attaccati a livello politico, ha semplicemente smentito delle fake news facendo finalmente nomi e cognomi di chi le racconta, ha fatto solo bene. Per colpa di questa opposizione, il dibattito politico si è abbassato al livello di chi la spara più grossa per accaparrarsi più voti, sfruttando odiernamente questa emergenza per fare campagna elettorale nella maniera più vergognosa possibile e creando un danno enorme all’intera nazione. Lo ha tenuto anche Conte a specificare come questo screditi l’Italia ai tavoli internazionali. Quello di Conte non è un attacco politico, è una difesa del lavoro che si sta tenendo contro degli attacchi falsi ed insensati.

Giacomo Leandri

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