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In tutte le attività che svolgiamo non siamo mai soli, ma portiamo, in noi, sempre le esperienze e gli insegnamenti passati che in qualche modo fanno breccia tra i pensieri e si imprimono nella nostra creazione.

Avrai creato quanto me, perché noi li abbiamo fatti insieme”.

Con queste parole Vincent Van Gogh sostiene che il fratello Theo abbia contribuito ad ogni suo quadro anche non essendo lì con lui, in ogni opera è impressa anche la sua firma. Anche un cuoco, quando crea un piatto, cerca di richiamare in esso il proprio vissuto e di evocare nella mente dei commensali esperienze ed emozioni ormai rimosse. Molti chef giocano sull’esperienza olfattiva per rievocare odori impressi nella memoria, proprio a questo mira lo chef Davide Scabin che nel piatto fassona impanata al camino bruciando la salvia, il rosmarino e l’aglio vuole richiamare l’odore della brace, odore impresso in ognuno di noi e legato da sempre a scenari familiari.

In una pietanza il cuoco lascia traccia del suo trascorso 

Nel piatto compressione di una pasta e fagioli lo chef Massimo Bottura cerca di tradurre all’interno di un bicchiere da “shot” oltre all’identità di un territorio e un piatto appartenete alla tradizione anche la sua storia, inserendo degli omaggi a coloro che lo chef identifica come suoi maestri: a Joël Robuchon attraverso una crema di cotiche e fagioli richiamando la famosa crème royale dello chef francese; a Ferran Adria citato attraverso l’aria di rosmarino che va a chiudere il piatto. Tra gli omaggi a questi due grandi maestri della cucina, Bottura inserisce il ricordo della nonna mediante dei “maltagliati” di crosta di parmigiano. Racconta, così, in una pietanza quella che è stata il suo percorso gastronomico.

Si potrebbe dire che ogni piatto è una “storia da dipanare” (Derrida) perché avrà sempre una storia da raccontare: la storia della sua creazione, intrisa dell’essenza del suo autore, ma anche quella del commensale perché richiama in lui le tracce di esperienze pregresse.

Infatti quando si cucina non si cucina solo per se stessi, ma anche per gli altri: per raccontarsi in ogni piatto, per far vivere emozioni e richiamare ricordi.

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