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C’era una volta a Belpaese un Ranocchio simpatico, amato, osannato e rispettato da tutti: il suo nome era Matteo Renzi. Il popolo vide in lui l’uomo che avrebbe rottamato la politica di Belpaese, che avrebbe cambiato le sorti nefaste dell’economia e le sorti dell’Europa. Così, nel maggio del 2014, la popolazione scese per le strade di Belpaese e lo acclamò come nuovo Principe e condottiero europeo di tutti quanti! Egli promise (e li diede per altro) 80 scorte di cibo a tutti, rivoluzioni drastiche ai costi del palazzo reale e un cambiamento radicale della costituzione di Belpaese.

Negli anni di governo però, nel quale era leader del suo Battaglione democratico (PD), dovette affrontare non solo i malumori del popolo che tanto lo acclamò, quanto le critiche dei generali interni al battaglione. Perciò, con il suo forte carattere autoritario, cercò in ogni modo di offuscare tali critiche indicando a tutti la direzione: riforme, pace e armonia! Dunque, propose al popolo una riforma costituzionale di tutto rilievo. La proposta fu: abolire il bicameralismo perfetto, maggiori poteri al Principe incaricato e l’eliminazione del Cnel (di cui il popolo non conosceva l’esistenza).

Il principe Matteo si giocò tutto esclamando “Se perdo il

 referendum torno ranocchio!”, di conseguenza ravvivando una nutrita fetta di popolo che scese in piazza, guidato dal Battaglione astrologico (M5S) e dai battaglioni che popolano la destra del Fiume Chigi, decretandone la sconfitta referendaria di Matteo, che tornò ranocchio. Da quel giorno le cose cambiarono drasticamente. La guida di Belpaese passò prima nelle mani del Dottor Gentiloni, poi, dopo le elezioni, prese la guida il rispettabilissimo Avvocato del popolo Giuseppe Conte, sostenuto dal battaglione astrologico e il Battaglione vichingo dei popoli del Nord (Lega).

Nel battaglione democratico i litigi ed i dissapori erano all’ordine del giorno. Renzi decise di uscire fondando il battaglione rosa (Italia Viva). Quest’ultimo era in grado di poter far fronte a qualsiasi crisi di governo ed esser presente in ogni discussione per la creazione di un nuovo esecutivo per Belpaese. Il Capitan Vichingo Matteo Salvini fece cadere il Principe Avvocato Conte, il quale ritrovò il ruolo che gli spettava grazie all’accordo tra il Mago Di Maio, guida del battaglione astrologico, il Silente Zingaretti, nuova guida del battaglione democratico, e proprio il Ranocchio Renzi.

Dopo soli 6 mesi però il Ranocchio vuol tornar principe, sfidando l’Avvocato e le forze della maggioranza di Belpaese. Voci di strada sussurrano accordi sotto banco tra il Ranocchio ed il Capitan Vichingo, il quale quest’ultimo brama un ritorno da Principe assoluto a Belpaese a guida dei popoli della destra del fiume. Ci si dovrà aspettare un nuovo esecutivo a trazione popoli della destra e battaglione rosa? Chi lo sa, lo scopriremo nelle prossime Cronache di Belpaese.

Giacomo Leandri

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