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Ebbene si, per andare a commentare quelle che sono le attuali vicende di casa Lazio e di casa Roma sono andato a scomodare il titolo di una delle puntate più spettacolari ed importanti del Il trono di spade: la lunga notte.
E’ infatti ancora notte fonda per le due squadre romane, che dentro e fuori dal campo continuano a subire gli effetti di una stagione, fino ad ora, avara di soddisfazioni e ricca di delusioni.
Per la Lazio c’è ancora la finale di Coppa Italia, che salverebbe solo in parte una stagione mai completamente decollata e che quantomeno le consegnerebbe ( oltre ad un altro trofeo ) la qualificazione diretta alla prossima Europa League.
Per la Roma invece la “soddisfazione” risiede in un qualificazione in Champions League mai cosi lontana, con Conte che nel frattempo rispedisce al mittente la proposta della squadra di Pallotta.
Ed è proprio parlando di Presidenti che le amarezze per Lazio e Roma non vedono la fine: il Presidente Pallotta, dopo aver incassato il no di Conte e la volontà di Sarri di rimanere a Londra, deve assolutamente trovare un allenatore credibile che possa, in qualche modo, guidare quella che sarà l’ennesima rivoluzione tecnica della sua Roma, un nome che dopo la suggestione Conte non faccia cadere l’ambiente in uno stato di depressione che sarebbe molto pericoloso.
Nel frattempo da Boston lancia un maldestro appello di mobilitazione pro stadio a tutti i tifosi della Roma, invitandoli ad esercitare una non meglio specificata pressione nei confronti della Sindaca Raggi per accelerare tutto l’iter.
La risposta invece è stata piuttosto fredda, con la maggioranza della comunicazione giallorossa che si è scagliata contro il suo Presidente invitandolo ad una maggiore prudenza nel richiedere ai propri tifosi di esercitare “pressioni” sul primo cittadino.
Dall’altra parte del Tevere invece la sensazione è che nulla cambierà nemmeno il prossimo anno: come ogni finale di stagione l’unico ad essere messo in discussione è l’allenatore, che con tutti i suoi innegabili errori rimane al centro di disquisizioni e analisi che la comunicazione ( giornali, radio e tv ) si sogna invece di fare con Igli Tare.
Il DS in 10 anni ( ed è gia una notizia che un normale DS rimanga cosi tanto in una squadra ) non è riuscito a portare la Lazio in CL nemmeno una volta, nell’ultimo mercato ha toppato quasi tutte le operazioni in entrata ( ad eccezione di Acerbi voluto da fortemente da Inzaghi ) ma critiche o quantomeno riflessioni su di lui non se ne fanno, fiducia totale nonostante gli errori che si ripetono in modo piuttosto evidente.
In più il Presidente Lotito ( a proposito tanti auguri ) dopo un lungo ed apprezzatissimo periodo di silenzio, è tornato a parlare con il solito lessico, con i soliti argomenti e sinceramente con qualche inesattezza in più.
Di mezzo invece la finale di Coppa Italia che qualche laziale con la sindrome di Tafazzi vorrebbe perdere.
Convinti che Lotito vincendo la Coppa parlerà di stagione trionfale vedono in una sconfitta l’eventualità di rifondare o fare un grande mercato.
Pura follia, pure follia tifare contro la propria squadra, qualsiasi sia il Presidente, qualsiasi sia la situazione, in seconda battuta Lotito nel bene e nel male ha sempre dimostrato di andare avanti con le sue idee e di non farsi condizionare ne dai tifosi, ne dai risultati.
Questa Coppa Italia deve essere vinta e portata a casa dalla Lazio, senza se e senza ma.
Eccola dunque la lunga notte di Lazio e Roma che arrancano nel buio di una stagione complicata e fanno fatica a trovare la loro Arya Stark, pronta a salvarle dare della notte.

MAmanero

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