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LAURO GROTTO: SPEZZEREMO LE RENI ALLA CINA!

Dopo pochi giorni dall’interevista all’Avv. Nico Lauro Grotto, sulla sua ipotesi di richiesta di risarcimento danni nei confronti della Cina, abbiamo ricontattato lo stesso avvocato, per proporre un’intervista integrativa per parlare degli sviluppi della sua idea e per permettergli un’integrazione a quanto già espresso.

Abbiamo letto interessanti integrazioni sulle quali vorremmo qualche chiarimento!

La prima e’ relativa alla bozza di una proposta di legge connessa al protocollo unico nazionale, da me impostato, per le cause contenenti una richiesta di risarcimento danni  contro la cina.

La seconda e’ relativa ad una bozza di “accordo speciale” tra la cina e l’italia per governare il procedimento giurisdizionale connesso all’azione di risarcimento danni da covid19.

La terza e’ una bozza ulteriore di azione di richiesta di risarcimento danni sulla base del protocollo predetto, da perfezionare con la famiglia dell’avvocatura nazionale, sulla base di una responsabilita’ concorrente tra la cina e lo stato italiano, anche sul presupposto delle inidonee e tardive comunicazioni previste dalla normativa esistente, che sono state concausa obiettiva della propagazione e del ritardato intervento al fine di contenere tale dannata pandemia.

Spiegamo meglio

La prima integrazione si basa sulla richiesta al governo italiano di emanare una legge che, sempre a tutela dei diritti e delle liberta’ fondamentali dell’uomo, costituzionalmente garantiti anche a livello internazionale, preveda un protocollo che legittimi automaticamente l’avvocatura ad agire davanti la giurisdizione italiana per tutte le cause civili con oggetto ”richiesta di risarcimento danni patrimoniali e non patrimoniali” derivanti dalla pandemia-covid19 causata da azioni commissive ed omissive – in primis – dalla cina, poi dall’o.m.s e dallo stato italiano.
Tale legge si fonda sull’interpretazione innovativa e costituzionalmente orientata delle prescrizioni contenute negli articoli 2043 e 2697 del codice civile, dalla convenzione di ginevra, dal regolamento sanitario internazionale – rsi 2015-articoli 6 e 7 e dovra’ rafforzare ufficialmente l’equiparazione di tutti i danni patrimoniali e non, rigorosamente dimostrati e quantificati, connessi alla procurata pandemia da covid19 ad un fatto – atto – comportamento illegittimo, peggiore di un crimine di guerra,e cio’ consentira’ alle parti convenute di non beneficiare dell’immunita’, ‘che sembrerebbe scontata.

La seconda  si basa su un accordo cina-italia e sul presupposto che la cina, pur non riconoscendosi totalmente responsabile della propagazione del contagio pandemico, delle morti e dei danni connessi, sulla base del protocollo unico nazionale predetto ed in forza degli indicati “buoni rapporti” commerciali con l’italia, esistenti in forza soprattutto del presupposto che ha dato luogo alla “via della seta”, con l’intento positivo di continuare a mantenere e migliorare i rapporti tra stati, contribuira’ al pagamento quota parte, pari al 50% del danno che ogni persona fisica e giuridica italiana e con attivita’ o residenza in italia durante la pandemia da covid19 abbia subito durante la stessa, purche’ dimostri nel relativo procedimento il nesso eziologico tra il fatto e l’evento dannoso e ne quantifichi con rigore l’ammontare.
La restante parte del danno provato sara’ corrisposto dallo stato italiano, prevedendo accorgimenti giuridici in caso di mancato pagamento all’interno di un procedimento giurisdizionale ben scadenzato

E la terza, invece, si basa sull’ipotizzato completamento del protocollo nazionale predetto, sulla base della obiettiva e concorrente responsabilita’ pro quota dello stato italiano e della cina nella valutazione della gravita’ della propagazione del covid19, gia’ nel 2019 in cina e successivamente in italia e nel mondo, nonostante le comunicazioni, forse tardive ma comunque esistenti, dell’o.m.s, gia’ dal mese di gennaio 2020 ed il grave ritardato intervento deciso, solo a seguito degli accertati contagi e decessi, tra fine febbraio ed inizio marzo 2020.
Il concorso di responsabilita’ connesso a tali presupposti si configura ai sensi del combinato disposto delle prescrizioni contenute negli articoli 2043-2055 (2697) del codice civile, per non essere immediatamente intervenuti in base a tali primi gravi “segnali”, comunicando ufficialmente il rischio-propagazione e conformandosi indirettamente alle prescrizione degli articoli 6 e 7 del regolamento sanitario internazionale, assumendo provvedimenti obiettivamente idonei a tutelare la salute del popolo italiano, conformemente alle prescrizioni della costituzione italiana, della convenzione di ginevra e delle altre leggi e trattati esistenti

Aggiungo che la previsione di un’azione giurisdizionale sulle varie tipologie di responsabilita’ indicate – con garanzie relative anche ad ipotetico pagamento dovuto – portera’ sempre ad un necessario accertamento rigoroso sulla fondatezza della richiesta e sulla quantificazione del danno, con la previsione che, qualora ci fosse stato un “aiuto-bonus”, l’eventuale maggior danno quantificato sara’ decurtato con gli interessi da quanto gia’ ricevuto dalla persona fisica e giuridica,

Ovviamente  “l’istituzione europa” verra’ messa ufficialmente al corrente di tale tipologia di attivita’ giurisdizionale prevista in italia e dovra’ prendere atto di tanto e potra’, davvero con una decisione lungimirante, prevedere un contributo nel pagamento del danno provato e quantificato, che si basera’ sul presupposto di condividere davvero, e non per comodo, gli “stati uniti dell’europa”, concedendo un aiuto senza interessi e condizioni, che dovra’ essere utilizzato esclusivamente nella decurtazione dell’eventuale somma riconosciuta nel provvedimento decisorio alla parte istante, e corrisposto pro quota dalla cina e dallo stato italiano.

Ma “la denuncia ipotetica” dell’italia contro la cina davanti alla corte internazionale di giustizia per “rompere il famoso ghiaccio” e per incardinare un processo che accerti tutte le responsabilita’ penali di rilievo internazionale ed i danni da covid19 connessi ai comportamenti omissivi e commissivi della cina l’ha sapientemente superata?

No…, ovviamente, resta come richiesta che dovrebbe fare la politica, cioe’ il parlamento italiano, qualora decida in limine di intraprendere un’altra e diversa strada, sicuramente piu’ dura e conflittuale, ma sempre giusta!

Ma una potenza come cina crede potrà mai accettare queste “soluzioni motivate?
Ed il governo italiano potrà davvero avallare la sua impostazione, percorrendo la strada dell’emanazione di un provvedimento normativo legittimo e costituzionale o quella della stipula di un accordo con la cina?

Lo auspico di cuore per tutti noi!
Sarebbe la prova oggettiva della serieta’ incontestabile che distingue chi vuole agire a tutela del popolo italiano da chi propone “mere dichiarazioni di intenti” per agire come rappresentante dei suoi elettori, cioe’ del popolo italiano

Non pensa che cio’ possa portare ad una sorta di conflitto?

Ma assolutamente no!
Anzi … si vedra’ chiaramente la serieta’, la capacita’ e la volonta’ di chi deve aiutare il popolo italiano a chiedere giustizia davanti a chi e’ preposto, la magistratura degli uomini e delle donne titolate anche di questo, che definirei un immenso onere morale, a garantire “giustizia giusta” e non parvente!

E’ una “mission impossible”, un’impresa stratosferica, peggio dell’impegno che comporta vincere una battaglia giusta e sacrosanta, ma…… “nihil difficile volenti”!
soprattutto se si parte dal presupposto di agire in buona fede e per l’interesse di tutti!

Valerio Scambelluri

MAmanero

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