Autobus in fiamme a milano
Autobus in fiamme a milano

Una storia di eroi e di supereroi, quella di Milano, dove mercoledì scorso, un pazzo ha tenuto in ostaggio 54 bambini, nel tentativo di usarli come scudo e dirigersi verso l’aeroporto di Linate, dirottando uno scuola bus.

Fosse accaduto in America si sarebbero alzati in volo gli elicotteri delle televisioni, il Presidente avrebbe disposto il blocco dell’autostrada e dell’aeroporto. Sarebbe intervenuto un furgone nero, carico di Navy Seal, insieme a un pool di negoziatori per cercare di dissuadere il dirottatore. Lo spettacolo sarebbe andato in onda in mondo visione per pubblicizzare l’efficienza a stelle e strisce. Il finale scontato avrebbe visto la morte del dirottatore per mano di un cecchino appizzato su un grattacielo.

Il giorno dopo gli USA avrebbero dichiarato guerra e invaso er poro Senegal.

Se fosse accaduto in Russia, Putin avrebbe lanciato un razzo direttamente dal Cremlino e avrebbe fatto saltare in aria il pullman, i bambini e il dirottatore.

Se fosse accaduto in Francia, il pullman sarebbe arrivato in aeroporto e sarebbe esploso prima ancora che le autorità si rendessero conto della veridicità della notizia.

Invece è accaduto in Italia dove: un bambino sveglio e paraculo si è “imbertato” un cellulare e ha chiamato il 112, un maestro ha tagliato le fascette con le quali erano ammanettati i bambini e due carabinieri su una Twingo non blindata, sono arrivati in fretta e furia, hanno inchiodato di fronte al bus, mettendo a repentaglio loro stessi, sono scesi, hanno sfondato i vetri, hanno picchiato il dirottatore e hanno fatto scendere tutti gli ostaggi, sani e salvi.

Paese che vai, anti-terrorismo che trovi. Tutto è bene, quel che finisce bene.

 

Leonardo Orsi

 

 

 

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