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La nave mare Jonio è a sud di Lampedusa con 99 naufraghi a bordo. “Come sempre fatto in passato, dalla Mare Jonio potranno scendere donne, bambini e malati. Rimane confermato il divieto di ingresso e sbarco per una nave che non rispetta le leggi e che preordinatamente provoca lo stato di necessità a bordo per sbarcare in Italia”, rendono fonti del Viminale. In precedenza la Ong aveva precisato in un tweet che “tutti siamo sulla stessa barca, per noi il salvataggio si concluderà solo quando ognuno dei naufraghi sarà a terra, curato e assistito. Fino ad allora noi con loro, loro con noi”.

“Due metri di onda, persone che si sentono male. Noi dell’equipaggio facciamo quel che possiamo per aiutarli, ma abbiamo bisogno di scendere. Abbiamo bisogno di portare a terra tutti prima possibile. Tutti”. Lo scrive in un tweet Cecilia Strada, che si trova a bordo della nave Mare Jonio. Il giorno sull’imbarcazione, informa in un altro tweet, “è iniziato alle 5, pioggia in testa, lampi in cielo, le luci di Lampedusa in lontananza. ‘È l’Italia?’, mi chiede un uomo prima di iniziare a pregare inginocchiato sulla coperta termica. Difficile spiegare che sì, è l’Italia, ma non ci fanno entrare”.

“In questo momento ci sono onde di oltre due metri che rendono la vita a bordo della Mare Jonio molto difficile. Molti naufraghi si sentono male. Per questo abbiamo chiesto a Capitaneria di porto l’autorizzazione a riparare a ridosso dell’isola: restiamo in attesa di risposta”. Lo scrivono dalla Mediterranea Saving Humans evidenziano che la “situazione è critica”. La nave è a 13 miglia dall’isola di Lampedusa (Ag), al confine con le acque territoriali italiane. A complicare tutto è il maltempo: la Protezione civile regionale aveva, già ieri, diramato una allerta “gialla” anche per tutto l’Agrigentino.

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