la tuscia del vino 2020 carlo zucchetti
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La trasmissione più social di Non è La Radio, in diretta tutti i venerdì dalle 15 alle 17 oggi vi porta nel cuore della Tuscia e dei suoi vini con Carlo Zucchetti, il “Giornale enogastronomico con il Cappello” e la sua nuova Guida: “La Tuscia del vino 2020”.

Una personalità di spicco nel panorama enogastronomico italiano: Carlo Zucchetti è un conoscitore del territorio e delle tradizioni locali, nelle quali ha sempre creduto ed investito. La storia lo colloca in una data fondamentale nell’enogastronomia Italiana: la nascita di Arcigola e Slow Food dei quali Carlo Zucchetti contribuì come socio fondatore.
La cultura identitaria del vino e del cibo buono pulito e giusto, sono stati da sempre i valori fondanti nel suo lavoro: dalla comunicazione, agli eventi fino alla sua guida uscita poche settimane fa.

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Ciao Carlo, benvenuto! come stai?
Bene grazie! Anche se provato dalle fatiche ma è sempre bello quando c’è la passione e la voglia di lavorare per la propria terra va tutto meglio.

Dove ti trovi?
Sono a Orvieto: in Tuscia, dove abbiamo presentato la nuova guida “La Tuscia del Vino 2020”.

Raccontaci Carlo che siamo curiosi di questa guida che porta il tuo nome e il tuo territorio.
Si io ne sono il curatore, poi ci sono le vice-curatrici: Alessandra Di Tommaso e Francesca Mordacchini Alfani poi una bella redazione e tanti collaboratori importanti come Pasquale Pace che è un amico del nostro territorio ormai e anche altri amici che sono venuti da fuori per conoscere la Tuscia.
Una guida che parla della Tuscia a tutto tondo: eno-turistica perché abbiamo suddiviso il territorio in diversi settori descrittivi. Per chi non la conoscesse la Tuscia, essa confina a nord con la Tuscia toscana (la parte geologica del vulcano di Latera), a ovest c’è il mare, ad Est c’è Orvieto (una delle dodecapoli etrusche) e a sud Veio (l’altra dodecapoli etrusca).

Di cosa parla la guida nello specifico?
“La Tuscia del vino 2020” è una guida che parla dei vini, ma prima c’è una descrizione geologica, storica e artistica sulla bellezza di questa terra, di giacimenti enogastronomici che si possono trovare qui. Una guida che vuole essere un percorso all’interno della nostra terra.

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Ricordiamo subito il sito di Carlo Zucchetti da visitare e del suo progetto editoriale che è: carlozucchetti.it  e leggiamo alcuni “numeri” della Guida: 151 cantine e oltre 1000 vini degustati. Una guida eno-turstica  poiché è cambiato il modo di concepire l’enogastronomia che non è più un mero consumo ma una conoscenza e un apprezzamento. Giusto Carlo?
Esatto, il dato nazionale da tenere in considerazione è questo: che il 70% dei turisti stranieri che tornano in Italia, tornano per l’enogastronomia. Visitando le necropoli di Tarquinia e Cerveteri che fanno parte della nostra guida e che fanno parte dell’UNESCO, è possibile degustare i vini di queste due cittadine fatti dai discendenti degli etruschi. Perché furono gli etruschi a portare in Europa, e dunque in Italia, la coltivazione della vite.
Diciamo anche che 3 Re e mezzo dei 7 Re di Roma erano etruschi. Sai come recita una battuta un po’ cattiva a Tarquinia?

No, dicci che siamo curiosi!
Se hai un figlio stupido fagli fare il RE a Roma.

Dove è stata presentata la tua Guida?
La presentazione è avvenuta al Palazzo dei Sette a Orvieto, uno dei palazzi più belli sul corso di Orvieto dove si svolge tutti gli anni l’evento “Umbria Jazz Winter”. Una manifestazione da non perdere.

Con l’augurio di essere presenti ad una futura presentazione Carlo, raccontaci anche quali tipologie di premi ci sono state. 
Mi farebbe molto piacere se ci foste in futuro! Come ogni guida che si rispetti sono stati assegnati dei premi, noi abbiamo fatto due tipologie: un premio che consideriamo il più importante ed è IL CAPPELLO, che è il nostro simbolo e viene assegnato alle idee di progetto e alle iniziative che hanno le cantine nei riguardi del loro territorio e di un modo di fare vino. Poi ogni anno diamo i 3 EST riprendendo la leggenda dell’“Est! Est! Est!” (clicca qui per leggere la Leggenda) che racconta la storia del primo sommelier della storia, che fu il servo Martino, il quale doveva portare il vino buono al vescovo Defuk e dove avesse trovato il vino più buono avrebbe dovuto lasciare 3 “Est! Est! Est!” ( dal latino “c’è!”), si fermò a Montefiascone e da qui nacque  “l’Est! Est! Est!”. Leggenda o no, è comunque divenuta la è seconda D.O.C. in Italia nel 1966.

Quanto è bello vedere come, anche nella premiazione c’è sempre un ritorno storico. Invece Carlo prossimi appuntamenti con te in terra di Tuscia e non come possiamo seguirti e farti seguire dai nostri ascoltatori?
Innazitutto il nostro giornale online che è attivo dal 2014 ed è un bel gruppo di lavoro di redazione. Giriamo un po’ tutta l’Italia e, nei prossimi mesi saremo spesso lungo lo stivale per poi tornare in Tuscia tra Marzo-Aprile 2020 con la sesta edizione della Guida “La Tuscia dell’EVO”. Perché la Tuscia è anche zona di EVO, Olio Extravergine d’Oliva e conta ben 3 D.O.C.: la prima è DOC Umbria sotto zona Orvieto e le due sono Canino e Tuscia.

Come vi ponete oggi con il tema comunicazione enogastronomica sui social?
I social servono a portare l’utente verso il nostro giornale, è importante farlo sempre nel migliore dei modi perché in questo momento storico: di affastellamento nei modi di comunicare c’è molta confusione nel mondo del vino. C’è un social che a me non piace molto che è Instagram: non in quanto tale ma per quanto riguarda la comunicazione del vino. Laddove si predilige la foto di un bel soggetto accanto al vino invece dei contenuti testuali, cosa che è possibile avere con Facebook. Quello che a me piace non è la quantità dei like ma la qualità di una comunicazione! Parlo per quel che riguarda il mondo del vino e dell’enogastronomia.

Ci hai dato una bella lettura Carlo.
Sicuramente è molto facile rendere bel vigneto della Tuscia in fotografia, più difficile quando dobbiamo rendere fotograficamente la qualità di un prodotto: una foto non basta! Mentre Facebook da la possibilità di fare post descrittivi e dunque dare una comunicazione più completa.

Dove si può trovare la tua Guida “La Tuscia del Vino 2020”?
Sicuramente sul nostro sito: www.carlozucchetti.it  in vendita anche su Amazon e IBS
e in alcune librerie locali della Tuscia.

Alcuni consigli Carlo su ottimi vini della Tuscia da regalare?
Difficile dirne pochi, ci sono qualità eccellenti nella nostra terra, per quanto riguarda i rossi: c’è il “Ciliegiolo“: ci sono quelli che vengono fatti nella Tuscia Toscana, sono più corposi e adatti ad una seconda portata importante. Mentre i ciliegioli di Narni sono per lo più da bere giovanissimi (non tutti) che si abbinano bene con dei primi e sono più leggeri. Poi ci sono i bianchi: le 2 DOC storiche che sono l’ EST! EST! EST! e l’Orvieto che hanno una particolarità. Gran parte della Tuscia è vulcanica (come gran parte del centro Italia), quando un vitigno è su territorio vulcanico, il vino ha più sapidità e mineralità ma soprattutto, i vini sono più longevi. Abbiamo premiato in questi giorni vini bianchi che escono dopo 3 anni.

Caspita! Una cosa impossibile per altri territori, una particolarità tutta della Tuscia! Carlo noi ti ringraziamo e ti invitiamo a venire presto a trovarci in redazione qui a Non è La Radio.

Ricordiamo anche i canali social oltre al sito: Instagram @carlozucchetti  e la pagina Facebook “Carlo Zucchetti il giornale enogastronomico con il Cappello”.

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