L’esplosione doveva essere una sola ma un errore nella programmazione del timer, collegato alle bombole del gas, ha provocato la tragedia.

“Il timer era stato settato all’1.30 ma accidentalmente c’era anche un settaggio alla mezzanotte. Questo ha portato alla prima modesta esplosione che, ahimè, ha allertato i vigili del fuoco”.

Lo rende noto il procuratore di Alessandria Enrico Cieri nel corso di una conferenza stampa.

L’azione portata a termine dall’uomo – ha detto il procuratore capo – era volta a conseguire il premio dell’assicurazione che era stata stipulata lo scorso agosto per fatto doloso altrui”.

Oltre alle accuse di disastro doloso, omicidio e lesioni volontarie stiamo valutando un ulteriore aspetto che è quello della frode ai danni della compagnia di assicurazione per lo meno nella forma tentata, perché il crollo di questo edificio era volto a conseguire il premio di un milione e mezzo dell’assicurazione”.

Secondo il procuratore, la tragedia nella cascina di Quargnento poteva essere evitata se ci fosse stata una segnalazione.

A noi risulta che la prima esplosione parziale e accidentale sia stata all’incirca a mezzanotte e qualcosa. Da ciò che abbiamo ricostruito il timer era stato esattamente settato all’1:30 ma accidentalmente era stato settato un programma ulteriore a mezzanotte e verosimilmente questo settaggio a mezzanotte ha provocato una prima e più modesta esplosione che ha coinvolto la porzione minore di abitazione, crollata solo in parte, che ha allertato i soccorsi”.

All’una di notte uno dei carabinieri ha chiamato Vincenti al telefono per dirgli che stavano intervenendo nella sua abitazione per spegnere l’incendio. A quel punto le altre cinque bombole che erano nell’altra abitazione non esplose stavano insufflando l’ambiente di gas, vi era quindi lo spazio per una qualche segnalazione che noi pensiamo avrebbe potuto evitare la tragedia”

Questa è la valutazione che abbiamo fatto noi a fronte della quale il Vincenti ha ribadito di voler danneggiare le cose ma ha escluso la volontà omicida e questa segnalazione non l’aveva fatto perché sconvolto da un gesto che era andato al di là delle sue intenzioni”.

La decisiva svolta delle indagini ieri nel tardo pomeriggio.

Ieri pomeriggio – ha detto il procuratore – nel corso di una perquisizione disposta dalla procura in casa dell’uomo in qualità ancora di persona offesa per chiarire ogni aspetto della vicenda risarcitoria e della pesante situazione debitoria che veniva da lui denunciata, sono stati acquisiti elementi oggettivi e dimostrativi di una sua responsabilità nell’apprestamento di questo congegno esplosivo, in particolare è stato trovato il foglietto di utilizzo del timer che è stato sequestrato nella parte di abitazione parzialmente crollata”.

La ricostruzione precisa della situazione debitoria non è stata ancora completata, è in corso, comunque – ha continuato il procuratore – sia lui sia la moglie ci hanno dichiarato con assoluta evidenza che erano profondamente indebitati anche se probabilmente riguardava le banche mutuatarie, ma ci hanno detto che avevano pesante esposizione debitoria”.

“Il piano era quello di incassare i soldi poi che cosa dovesse o potesse farci non lo sappiamo”,

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