Harry Goslin
Oggi vi presentiamo la storia di un uomo chiamato Harry Goslin.
Viene considerato tra i più grandi calciatori dell’anteguerra ma da soldato fu probabilmente
un caso unico nel suo genere.
Questa è la singolare storia di un difensore centrale in forza al Bolton Wanderers dal 1930 al 1939.
L’atleta in questione è Harry Goslin, che ai più sarà sconosciuto, ma in Italia si consacrerà come eroe, dopo averlo fatto come calciatore e uomo in Inghilterra.
Dal verde dei campi inglesi, Goslin finirà, qualche anno pìù tardi, nella verde distesa del cimitero militare britannico di Torino di Sangro, in Abruzzo.
Un patrimonio per l’intera regione.
La sua avventura ha inizio l’8 aprile del 1939, quando prese in mano il microfono del Bumden Park (stadio del Bolton) e lasciò l’intera cornice di pubblico sconvolta, dopo aver disputato una partita.
I tesserati del Bolton, 35 per l’esattezza, avrebbero partecipato al conflitto ormai imminente.
Harry rese pubblica la decisione dopo aver parlato all’intero spogliatoio: non avrebbe continuato a giocare a calcio sapendo che, all’esterno di quel rettangolo di gioco, migliaia di persone rischiavano la vita.
La scelta del resto della squadra rende tuttora l’idea dello spessore che la persona di Goslin possedeva: la fascia di capitano al braccio dal 1936, ma leadership e carisma innati, tali da far si che i suoi compagni vollero seguirlo e rischiare la vita assieme a lui.
Se il Goslin calciatore viene considerato tra i più grandi calciatori dell’anteguerra nel suo ruolo, come soldato è probabilmente unico nel suo genere.
La prima prova della sua versatilità la diede in Francia, quando coordinò l’annientamento di quattro carri armati tedeschi durante il  primo tentativo di invasione della Francia da parte delle truppe di Hitler.

La promozione a sergente non fu che una mera formalità: Harry, come se stesse giocando una partita di calcio, non si addormentò sugli allori dopo aver messo a segno questo primo gol.

Il 53° reggimento inglese (soprannominato Bolton Field Regiment per la sostanziosa presenza di calciatori dei “Trotters”) venne poi mandato in Egitto nel 1942 sul fronte di El  Alamein: il risultato fu eccezionale, coi tedeschi che non avanzarono e Goslin che venne promosso tenente.

Tra una spedizione e l’altra, ai calciatori era permesso giocare nei campi militari e occasionalmente di prendere parte alle manifestazioni di calcio locale per la loro squadra.
Harry riuscì addirittura ad esordire in nazionale, nelle gare che videro l’Inghilterra impegnata prima con la Scozia, poi il Galles.

Un’onorificenza, per il difensore nato a Willington, sembrava scontata, viste le 306 apparizioni ed i 23 gol realizzati nei 9 anni trascorsi a Bolton.

La rete più importante, Harry, la segnò proprio all’Italia.
Fu uno di quei gol che arrivano allo scadere, che annichiliscono le speranze degli avversari!
Tra novembre e dicembre del 1943, il reggimento del Bolton venne inviato in Italia, a Taranto.
Riuscì a risalire la penisola senza trovare troppa resistenza fino all’Abruzzo, terra solcata dalla rinomata Linea Gustav.

Qui, Goslin e i suoi compagni combatterono una delle più dure battaglie della Seconda Guerra Mondiale Mondiale, nel tentativo di oltrepassare il fiume Sangro.

Stremarono i tedeschi, fisicamente e psicologicamente.
Tra i vari bombardamenti che misero in ginocchio la regione, uno fu fatale al difensore inglese: una scheggia lo colpì alle spalle e dopo giorni d’agonia, Harry morì a 34 anni, nei
pressi di Olona. Era il 4 dicembre del 1943.
A distanza di pochi mesi, la Linea Gustav venne sfondata, poco prima dello sbarco di Normandia che sancì l’atto conclusivo del conflitto.

Il capitano era uscito dal campo anzitempo, dopo aver segnato, esultato e difeso, sapendo che i suoi avrebbero portato a casa la vittoria.

Sporadicamente, i discendenti vengono a trovare la tomba leggendaria del proprio antenato, tanto celebre nel calcio quanto nella guerra e nella vita.
Difese chiunque, come stesse disputando una partita nel verde del suo Burden Park, lontano migliaia di chilometri.
Fu il vero capitano dell’esercito inglese durante la guerra senza mai scordarsi di quel rettangolo di gioco in cui tutto il contorno svaniva.
Harry Goslin fu molto più di un calciatore e di un uomo.
Harry Goslin, in Italia, in Egitto, in Francia e in Inghilterra fu un erore.

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