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LA STORIA CHICO FORTI AD UNA SVOLTA?

E’ notizia di 5 giorni fa che Il Ministro di Maio ha chiamato Armando Varricchio, l’ambasciatore italiano a Washington, per sollecitare un pressing sulla magistratura americana quantomeno per riportare in Italia, seppur da detenuto, Chico Forti.

Il nostro connazionale è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Dale Pike, avvenuto a Miami nel febbraio del 1998.

Era il 15 giugno 2000 e la vita di Enrico detto Chico, ex campione di windsurf, produttore televisivo e imprenditore nato a Trento nel 1959, cambia per sempre. A vent’anni di distanza tutti scontati nel Dade Correctional Institution di Florida City, Forti continua a gridare di essere vittima di un errore giudiziario.

Chico Forti, si è trasferito in Florida nel 1992 dopo aver vinto una forte somma di denaro al gioco a premi televisivo “Telemike”, che gli permette di trasferirsi negli States. A Miami, sposato e con 3 figli, si dedica all’attività di produttore di filmati di sport estremi oltre a fare l’intermediatore immobiliare.

Miami, però, è nota come “Miami Vice”, o la città del vizio. Del vizio e della criminalità!

Ed è qui che, il 15 luglio 1997, viene freddato con due colpi di pistola alla testa Gianni Versace.

Il suo assassino, un gigolò di 27 anni, viene trovato morto dopo poco tempo in una casa galleggiante, circondata da numerose forze di polizia, e la versione ufficiale è che Andrew Cunanan si sia sparato.

La morte di Versace attira l’interesse dei media di tutto il mondo e sconvolge la comunità italiana di Miami e Chico, che aveva iniziato a produrre documentari, non si f ascappare l’occasione e nel 1997 viene trasmesso in esclusiva su Rai3 “Il sorriso della Medusa”, adombrando responsabilità e corruzione della polizia di Miami Beach, che avrebbe coperto i veri responsabili del delitto dello stilista.

Da quel momento Chico Forti diventa un personaggio scomodo per le istutizioni americane.

Nel frattempo la sua carriera imprenditoriale va avanti e l’ultimo affare della sua vita lavorativa, l’acquisizione di un albergo sull’orlo del fallimento, di proprietà di Anthony Pike, papà di Dale, trovato morto con due proiettili calibro 22 nella testa, il 16 febbraio 1998, in un boschetto che delimita una spiaggia di Miami.

Il movente sarebbe la volontà di Dale di bloccare la vendita dell’albergo di Ibiza, poichè a suo dire Chico starebbe rigirando il padre facendo leva sul suo stato di necessità economica ed estorcendo un prezzo decisamente basso per il complesso oggetto della trattativa.

Forti viene condannato con la seguente motivazione: “La Corte non ha le prove che lei sig. Forti abbia premuto materialmente il grilletto, ma ho la sensazione, al di là di ogni dubbio, che lei sia stato l’istigatore del delitto. I suoi complici non sono stati trovati ma lo saranno un giorno e seguiranno il suo destino.

Da quel giorno è effettiva la condanna all’ergastolo senza condizionale.

Nessuna prova oggettiva, nessun testimone, nessuna impronta, niente arma del delitto, movente presunto. Per questo, da vent’anni, Forti grida la sua innocenza e chiede l’intervento dell’autorità italiana.

La speranza è che il recente nuovo interessamento dell’Italia al suo caso possa portare a qualche novità, per uno dei casi di malagiustizia più clamorosi della storia recente.

Valerio Scambelluri

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