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Con il Coronavirus è appurato come ciò che ci fa più paura non sia veramente ciò che per noi è più pericoloso, rischiando spesso di spaventarci troppo per alcuni fatti per poi sottovalutarne altri: è l’autoinganno tra il pericolo reale e quello percepito. L’autoinganno è il modo in cui ognuno di noi percepisce la realtà che lo circonda dal suo punto di vista, filtrato dalla comunicazione dei media vecchi e di quelli nuovi, ma come siamo in grado di gestirlo?

La differenza statistica tra percezione e realtà

Ognuno di noi è in grado di poter percepisce la realtà a modo suo, spesso distaccandosi oltremodo dai dati oggettivi di rivelazione. Ciò fa parte della manipolazione persuasoria dei media che filtrano notizie ed opinioni, proponendocele seguendo uno schema delineato. Da ciò, banalmente, ci si può difendere cercando di immaginare situazioni diverse da quelle che riteniamo vere e indiscutibili. Questi giorni ho trovato un grafico a bolle su una pagina social, nel quale vengono mostrate le differenze fra i dati di raccolta statistici relativi a temi minacciosi, e la valutazione del peso effettivo che l’opinione pubblica “imboccata” dai mass media da ad essi. Nelle bolle inferiori vengono esposti i dati dalla quantità di morti provocati e provocabili in relazione al pericolo assegnato.

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Osservando il grafico si nota come la cosa che fa più paura è un attacco terroristico, seguita da una caduta dell’aereo, oppure ad oggi, essere infettati dal Coronavirus. Quello che fa meno paura è l’auto, tanto che alcuni di noi la usano tutti i giorni. Se si calcolassero i morti causati da attacchi terroristici, risulterebbero inferiori rispetto a morti per il cancro o incidente d’auto. Senza considerare le morti causate dal surriscaldamento globale.

Stabilire tale discrepanza fra i fatti reale e percepiti non è affatto semplice, ma indubbiamente la nostra cultura, il contesto in cui viviamo, i gruppi sociali che frequentiamo e la frequenza sui social media, costituiscono di certo un filtro in grado di distorce la realtà.

Come ci difendiamo da questo autoinganno?

Innanzitutto cercando di informarci il più possibile con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione. Inoltre, potrebbe aiutarci porci diversi dubbi del tipo: “Ho paura che mi entrino i ladri in casa, ma negli ultimi cinque anni quanti furti ho subito? Nessuno? E allora, di che cosa ho paura, di un articolo o di un servizio tv? Possiamo farci coraggio e dobbiamo farci coraggio, altrimenti cadremmo nell’isteria e nella psicosi peggiore.

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