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LA SANITA’ NELLA REGIONE LAZIO

Ospite della puntata odierna di Fritto Misto, condotta da Valerio Scambelluri, abbiamo avuto l’On. Massimiliano Maselli di Fratelli d’Italia, consigliere della Regione Lazio, con cui abbiamo affontato l’argomento che purtroppo in questi giorni occupa largo spazio nei discorsi di tutti noi: la sanità attuale e futura.

Onorevole come state lavorando in questi giorni per cercare di attenuare il più possibile l’emergenza coronavirus?

“In questo momento siamo tutti organizzati in smart working. Stiamo lavorando da casa anche se dai prossimi giorni sarà convocato il consiglio regionale per  modificare il regolamento  e permettere quindi di convocare le commissioni in conference call. Siamo tempestati da tutta una serie di messaggi e racconti dei grandi  problemi che si stanno vivendo principalmente nel mondo della sanità. Poi ci sono gli  imprenditori, gli autonomi che chiedono informazioni su tempi e modalità per ricevere sostegni alle loro aziende o alle loro attività.

Quali sono le proposte di FDI per combattere l’emergenza?

Fdi è all’opposizione però stiamo cercando di fare la nostra parte e quindi abbiamo già presentato una proposta sulla sanità, inviata al presidente Zingaretti, all’assessore D’Amato e al Vice Presidente Leodori e stiamo terminando la nostra proposta-documento economico a favore di tutte le imprese, degli autonomi, delle Partite Iva, delle famiglie.

Non siamo in cabina di regia, quindi possiamo fare delle proposte, mettendo da parte le divergenze che giustamente vi sono tra schieramenti politici diversi e quindi responsabilmente inviamo delle proposte principalmente sui due temi più caldi, cioè sanità e sviluppo economico, auspicando che almeno alcune di queste vengano considerate e adottate.”

Da componente della Commissione Sanità, ci parla della chiusura degli ospedali del Lazio, da parte della Giunta Zingaretti??

“L’errore che è stato fatto è ridurre fortemente, direi drasticamente i posti letto. Voglio dare un dato: il San Camillo prima di questa “cura dimagrante”, cioè prima del 2005, aveva più di 2mila posti letto, adesso ne ha 800, quindi secondo me c’è stata una riduzione troppo drastica. Quindi al di là della chiusura degli ospedali piccoli e improduttivi in quanto non punti di riferimento per l’utenza, il problema è che  soprattutto negli ospedali si sono chiusi una serie di reparti e posti letto che dovevano essere chiusi più con un taglio verticale che non orizzontale, quindi con più attenzione.

Siamo quindi passati da un eccesso all’altro?

Si, come spesso succede in Italia, è stato tagliato troppo, dobbiamo quindi recuperare una serie di posti letto e puntare principalmente su strutture importanti come appunto il Forlanini”

Parliamo del famoso Ospedale Forlanini, quanto sarebbe stato utile in questo momento?

Il Forlanini ha delle caratteristiche anche strutturali fatte apposta per le malattie infettive.  Nasce proprio come centro d’eccellenza di malattie infettive, polmonari e per la tubercolosi, perché a quell’epoca c’era quella patologia importante. Siamo consapevoli che per riqualificare quella struttura ci vuole del tempo e anche molte risorse, ma la Regione ha nel bilancio parecchi soldi sull’edilizia sanitaria, ex art.26, quindi ha la possibilità economica di intervenire e riqualificare quell’ospedale. Il Forlanini è enorme e si potrebbe immaginare di farne altro. Ad esempio utilizzando gli spazi verdi per fare una cittadella per gli anziani.

Ci sono altri ospedali che si potrebbero utilizzare meglio?

Un’altra cosa per cui ci stiamo battendo è la torre  di Tor Vergata, anche qui una torre di 9 piani realizzata nel 2010 ed, inspiegabilmente, solo 2 piani sono stati completati mentre  gli altri 7 mancano di un completamento per poter essere attivati. Anche qui in pochi giorni si potrebbe  avere un altro centro COVID importante, perché secondo me l’errore principale, senza fare polemiche, è aver pensato di creare nel Lazio tutta una serie di reparti COVID a macchia di leopardo, creando disagi agli ospedali, perché per fare i reparti nuovi devi chiudere e/o trasformare altri reparti, creando difficoltà ad altre patologie, con la possibilità di creare ulteriori problemi di infezione e propagazione del virus.

Chiudere tanti ospedali non è un regalo alla sanità privata?

“Io sono sempre stato convinto che il sistema sanitario più efficiente è costruito sulla base di una giusta e necessaria integrazione tra pubblico-privato. Certamente  il pubblico deve organizzarsi meglio, decidendo cosa vuole fare e chiamare il privato ad arrivare dove non si può arrivare o non si vuole arrivare… Ad esempio l’alta specializzazione è il ramo “d’azienda” che può interessare maggiormente il pubblico, mentre per altri aspetti si potrebbe aprire al privato.  Ecco secondo me nel Lazio manca questa strategia e lo abbiamo visto anche sul tema COVID, perché è stato tanto giusto aver scelto la Columbus, che era una struttura abbastanza pronta, mentre altre scelte le avrei fatte in modo diverso, pensando di rafforzare maggiormente il pubblico e, non mi stanco di dirlo, in primis con il Forlanini e Tor Vergata.”

Valerio Scambelluri

 

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