Ursula Von der Leyen, neo presidente della Commissione Europea, entro i primi 100 giorni di mandato intende presentare il programma “European grean deal“.

Il programma consisterà nell’incentivare batterie agli ioni di litio in cui accumulare l’energia prodotta da fonti rinnovabili e, soprattutto, con cui alimentare le auto elettriche.

Secondo l’European institute of innovation and technology nel 2025 quella filiera, di cui oggi le aziende europee hanno solo il 3%, potrebbe valere nel Vecchio Continente intorno ai 250 miliardi di euro l’anno. Un affare da 5 Milioni di posti di lavoro.

L’Europa dovrà sbrigarsi. perché il rischio è che nel futuro potrà dipendere dalla produzione asiatica, come del resto nel passato è stata sempre ostaggio della produzione petrolifera da parte del mondo arabo e poi statunitense.

Francia e Germania stanno premendo sull’acceleratore per la produzione delle nuove batterie elettriche.

L’Italia fanalino di coda insegue ed entro fine anno nell’ex fabbrica Whirlpool di Teverola (Caserta) sarà operativo uno dei primi impianti pilota europei per la produzione di celle litio-ione.

I governi francese e tedesco, una volta ottenuta luce verde da Bruxelles, sono pronti a offrire un totale di 1,7 miliardi di aiuti pubblici e se ne aspettano almeno 4 di investimenti privati.

Volkswagen, che al Salone dell’auto di Francoforte presenterà il primo modello completamente elettrico, non si è fatta attendere: a metà giugno ha puntato 900 milioni di euro sul produttore svedese di celle Northvolt con cui intende aprire un megaimpianto da 20 gigawattora annui a Salzgitter, nella zona di Hannover, entro il 2024stimenti privati. In prima linea il gruppo Psa (marchi Peugeot, Citroën, DS, Opel).

La riciclabilità è un aspetto cruciale, non solo perché le batterie esauste sono rifiuti pericolosi ma soprattutto perché l’Europa sconta un fortissimo deficit anche sul fronte della disponibilità delle materie prime necessarie per produrle, dal cobalto al litio a grafite e nichel.

 

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