La presenza di cinghiali nel territorio capitolino è costante. Si aggirano per le aree urbane, attraversano strade a grande percorrenza, scorrazzano per i giardini condominiali e le aree verdi frequentate da famiglie, proprietari di cani, sportivi.

Gabbie recinti e abbattimenti

Per contenere la diffusione degli ungulati, Comune, Regione e Città Metropolitana hanno predisposto uno schema di convenzione. All’interno di questo protocollo sono indicate anche le modalità per contrastare il proliferare della specie. Le misure prevedono l’utilizzo di gabbie, recenti, ma anche di abbattimenti selettivi. Una scelta che anche l’amministrazione cittadina ha deciso di sottoscrivere.

Il protocollo d’intesa

La Giunta Raggi, il 27 settembre, ha firmato lo schema di convenzione con gli altri due enti locali per “la gestione del cinghiale nel territorio capitolino”. Sarà la Città Metropolitana “nelle more delle future attribuzioni di competenze da parte della Regione” ad impegnarsi sia negli interventi di cattura in teleanestesia, avvalendosi del personale veterinario delle Asl che anche  in “eventuali abbattimenti selettivi“.

Il pericolo per la pubblica incolumità

La necessità di ricorrere a misure di controllo numerico, nasce dalla diffusione dei cinghiali in aree urbane e periurbane. Come si legge nel protocollo, “può rappresentare un pericolo per la pubblica incolumità, sia per non prevedibili reazioni del cinghiale nei confronti dell’uomo, sia per i rischi connessi a eventuali collissioni stradali”. D’altra parte segnalazioni relative alla presenza di ungulati , continuano ad arrivare. L’ultima risale al 12 ottobre ed è stata effettuata da un cittadino che ha mostrato l’impegno d’una pattuglia della Polizia Locale, nell’ impedire l’attraversamento della Colombo da parte di un giovane ungulato.

Esche rese inutili dai rifiuti

La decisione di ricorrere alla cosiddetta “eutanasia” degli esemplari prima anestetizzati, è stata presa anche per la difficoltà di procedere alla loro cattura con le gabbie. Opzione, quest’ultima, che resta sempre valida. Tuttavia, come si legge nello schema di convenzione, “la diffusa disponibilità di alimento di origine antropica ha comportato anche una sensibile  riduzione dell’efficacia degli interventi di controllo faunistico (tramite cattura), realizzati, fin dal 2013, nel territorio urbano del Municipio XV”.  In sostanza gli ungulati sono attratti più dai rifiuti urbani che dalle esche alimentari sistemate nelle gabbie. Cosa che, di fatto, rende meno efficace il loro utilizzo.

I compiti del Comune

Nel documento siglato dalla Giunta Raggi, vengono esplicitati anche i compiti cui deve ottemperare l’amministrazione cittadina. Tra le altre cose il comune deve mettere a disposizione dei cittadini un’email ed un numero telefonico per le segnalazioni, deve “provvedere alla pulizia di aree pubbliche di propria competenza potenziando il servizio di raccolta dei rifiuti urbani”. Tra i compiti del Comune c’è anche quello di  promuovere e sostenere iniziative volte all’individuazione di metodi alternativi agli abbattimenti selettivi per il contenimento della popolazione animale”. Un’opzione che, in assenza di altre soluzioni, l’amministrazione ha comunque avallato.

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