Musica in ospedale

Per tutta l’estate e fino a settembre, i Donatori di Musica portano le note nei reparti di oncologia di alcuni ospedali e regalano un po’ di sollievo ai pazienti. I benefici della musica in ospedale dimostrati anche da una ricerca scientifica.

Note che fanno bene, scrive Repubblica, perché aiutano a distrarre l’attenzione dal dolore e dalla paura che qualcosa andrà storto nel percorso che ogni paziente oncologico intraprende contro il cancro. Eppure – dopo aver ascoltato Bach o Beethoven ma anche Renzo Arbore – l’ansia si placa, il battito del cuore rallenta e la mente si apre a nuove speranze.

E’ quello che accade grazie alle iniziative dei ‘Donatori di musica’ che dal 2009 trasformano le stanze dei reparti oncologici in sale concerto.

Per tutta l’estate e poi ancora a settembre, i Donatori di Musica stanno portando le loro note in giro in alcuni ospedali. Il prossimo appuntamento è per domenica 28 luglio alle ore 17 presso l’ospedale di Bolzano Oncologia dove suonerà l’Accademia Mahler e i Piccoli Violinisti Suzuki di Ilaria Miori.

Volontari a tempo di musica

Da più di dieci anni le note hanno iniziato a risuonare nei reparti di oncologia, partendo da Carrara e Bolzano per poi diffondersi velocemente in oltre venti centri di tutta Italia e in alcune sedi statunitensi e austriache. Musicisti della scena italiana e internazionale hanno offerto la loro arte in forma volontaria e gratuita, coinvolgendo più di 20.000 pazienti con circa 800 concerti. Donatori di musica è nato dall’incontro con il famoso produttore di musica classica Gian Andrea Lodovici e l’oncologo Maurizio Cantore che lo incontrò presso il suo studio di Carrara per un ulteriore parere medico sul percorso terapeutico che stava affrontando per un cancro allo stomaco. “Incontrai Lodovici in un momento di forte difficoltà, non aveva più energie e non riusciva neanche più a pensare alla sua principale fonte di ispirazione, la musica”, ricorda dichiara Maurizio Cantore, direttore Divisione di Oncologia Medica Ospedale di Mantova, presidente e socio fondatore di Donatori di Musica. “Capii allora che oltre alle terapie, dovevo proporgli qualcosa di diverso, ad esempio organizzare dei concerti nel reparto che dirigevo. Da lì iniziò il cambiamento, trascorse gli ultimi mesi con gioia, impegnato a creare eventi e stagioni musicali nel reparto dove era ricoverato. Fu l’inizio della nostra storia e da quel momento in poi, un’atmosfera di magia caratterizza da sempre i nostri concerti: è un’esperienza in grado di arricchire profondamente ogni singola persona che partecipa”.

I benefici delle note per i pazienti

Ma non è eccessivo pensare che basti un pianoforte o una chitarra per far sentire meglio un paziente che affronta il cancro? Si, forse lo è ma proprio per fare una verifica razionale di quale potesse essere l’impatto dei concerti in ospedale, è stato condotto uno studio scientifico poi pubblicato sulla rivista “Palliative and supportive care”. La ricerca ha dimostrato che ci sono dei benefici concreti sui pazienti con diminuzione dei livelli di ansia e alleggerimento del peso psicologico legato alla cura. I ricercatori hanno appurato che creare un legame emotivo con i medici aiuta il paziente ad abbattere le barriere, facilitando il dialogo e lo scambio per tutta la durata del trattamento.

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