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In ogni manovra finanziaria dei paesi occidentali o in via di sviluppo, si parla sempre di crescita economica.

Cerchiamo di capire innanzitutto di cosa si tratta.

E’ un fenomeno relativo soprattutto ai sistemi economici moderni, caratterizzato da un incremento nel medio-lungo termine dello sviluppo della società con aumento generalizzato del livello di ricchezza, consumi, produzione di merci, erogazione di servizi, occupazione, capitale, ricerca scientifica e innovazione tecnologica.

I fenomeni opposti sono: stasi, crisi economica, stagnazione e recessione.

Vista così sembrerebbe la soluzioni a tutti i problemi, e quindi cerchiamo di capire cosa la possa favorire.

Può essere favorita da politiche economiche di sostegno ad esempio attraverso forme di incentivi o sgravi fiscali ad aziende e consumatori.

Anche l’incremento della spesa pubblica, il finanziamento della ricerca e la riqualificazione professionale possono dare un grande contributo.

Esistono modelli matematici ed empirici che la studiano, ma principalmente il vero motore della crescita è la nascita di un bisogno.

Chimera e Bellerofonte

Non avremmo bisogno dell’eroe Bellerofonte se non esistesse il mostro Chimera. Così come non servirebbe la medicina senza la malattia. Allora un modo semplice per vendere più prodotti o prodotti innovativi è creare nuovi bisogni.

Pensate ad esempio all’evoluzione dei telefoni cellulari: per un periodo di tempo li cambiavamo via via che un prodotto più piccolo e leggero fosse presente sul mercato.

Il marketing ci convinceva che avevamo bisogno di qualcosa di meno ingombrante e pratico e quindi, per restare al passo delle nuove esigenze, cambiavamo apparecchio.

Arrivati a dimensioni straordinariamente piccole, ci hanno convinti che un apparecchio oltre che telefonare, avrebbe potuto far tanto altro. Gli schermi diventano via via più grandi e noi sempre dietro all’ultima versione.

Stesso discorso per tante altre categorie di consumi: basti pensare alle automobili, dai suv che hanno invaso le città più trafficate per poi passare al lancio delle mini car. Oppure la necessità indotta di avere una station wagon anche per un single, abbandonando  la vettura sportiva.

Sebbene questi fenomeni ci facciano sentire un po’ ingannati, in realtà hanno portato benefici per tutti. Il fatturato cresce e con lui posti di lavoro e via discorrendo.

Nuovi settori economici

Un altro metodo per favorire la crescita è quello di sviluppare nuovi settori.

da qualche anno a questa parte è di gran moda l’economia Green. Non esisteva fino a qualche anno fa, ed ora sta spopolando con un giro d’affari che oggi arriva a circa 200 miliardi, in Italia.

Tante aziende stanno investendo nel settore della ecosostenibilità creando nuove opportunità di sviluppo durevole e sostenibile per trovare la via d’uscita dalla crisi economica e climatica. Anche il numero di occupati ne beneficia, ad oggi infatti 2 milioni e 300 mila addetti lavorano nella green economy.

Il rovescio della medaglia

Partiamo proprio dalla Green Economy: Siamo sicuri che sia prorpio “Green”?

Se da un lato la produzione di auto elettriche ad esempio, genera PIL, posti di lavoro ecc. dall’altro abbiamo visto che la sostituzione del parco auto italiano non è assolutamente sostenibile. 

Un altro argomento a dir poco scottante è la plastica e la sua sostituzione. Da qualche anno ormai, nei supermercati per la nostra spesa utilizziamo buste prodotte da amido di mais.

Anche tanti altri oggetti mono uso, come posate, piatti e bicchieri,  vengono prodotti con quel materiale. Con la plastica biodegradabile si può fare di tutto e l’Unione europea stima che entro la fine del 2020 il 57% delle buste di plastica sarà appunto biodegradabile, come lo sarà il 31% degli imballaggi e il 7% dei beni di consumo.

Cresce la domanda di plastica biodegradabile nel mondo ottenuta da materiali vegetali e organici, per un mercato che nel 2018 ha superato i 3 miliardi di dollari. Buste, imballaggi, beni di consumo sono i prodotti su cui si investe. In Italia il settore è cresciuto dell’87% nell’ultimo anno.

Quello che però non consideriamo è che per fare buste di amido di mais, serve il mais. qualora le previsioni di impiego fossero rispettate, la produzione di mais dovrebbe inesorabilmente aumentare, a scapito delle foreste. A meno che l’acqua su Marte non ci consenta di coltivarlo lì.

Innovazione e materia prima

La crescita che persegue l’innovazione sta generando una rincorsa alle materie prime da parte dei paesi con conoscenze tecnologiche adeguate.

Cina, Usa, Francia, Germania Hanno preso d’assalto i paesi dell’America Latina come Cile e Bolivia per accaparrarsi il litio. L’estrazione di questo minerale è fortemente inquinante, e non genera benessere nei paesi d’origine. Quindi l’elemento principe per la realizzazione delle batterie per le eco-car elettrice è fortemente inquinante e socialmente pericoloso  .

Altra materia prima indispensabile per la crescita economica all’insegna delle tecnologie è il Coltan. Si trova in Africa e l’estrazione ha fatto nascere una vera e propria schiavitù volontaria.

Daniele Paolocci

 

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