Israeli Police officers wearing protective clothing, as a preventive measure against the coronavirus arrive to arrest a man who tested positive for coronavirus and escaped his quarantine, in the ultra orthodox Jewish neighborhood of Meah Shearim on April 6, 2020. Photo by Yonatan Sindel/Flash90
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Cresce in Israele la protesta anti Netanyahu: nella serata di ieri, alla fine del riposo sabbatico, sono  state oltre 350 le manifestazioni in tutto il Paese contro la politica del premier a cui hanno preso parte, secondo gli organizzatori, circa 100mila persone. Dimostrazioni, compresa quella maggiore a Tel Aviv e anche quella a Gerusalemme nei pressi della residenza ufficiale di Netanyahu, che si sono svolte tutte secondo le nuove norme anti Covid che impongono numeri ridotti, distanziamento e uso delle maschere.

Norme che – insieme alla politica complessiva del governo sul coronavirus e alle vicende giudiziarie del premier – sono uno dei punti più contestati dai manifestanti. A Tel Aviv la polizia ha fatto sapere di aver arrestato nel corso di incidenti 38 manifestanti, poi rilasciati. Gli organizzatori hanno denunciato che in alcune dimostrazioni i partecipanti sono stati aggrediti da sostenitori del premier e hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari.

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