Cimici asiatiche
MAmanero
Bar Lazio
onlusAssociazione la compagnia di gesù
True Beauty lab

Nella sola Emilia-Romagna si contano danni per oltre 120 milioni di euro nel comparto delle pere. Per le pesche siamo intorno ai 50 milioni. Per un totale, secondo le stime elaborate dal Cso, Centro Servizi Ortofrutticoli, che supererebbe i 350 milioni di euro in tutto il Nord Italia. La cimice asiatica, insetto originario di Cina e Giappone, avvistato in Italia per la prima volta a Modena nel 2012 e ben presto dilagato in tutto il settentrione, presenta un conto salato al settore dell’ortofrutta per l’annata 2019. Ad aiutare la cimice marmorata (altro nome dell’halyomorpha halys) in questa sua certosina opera di distruzione, il cambiamento climatico in atto che modifica il meteo a danno delle colture.

I DANNI

Ma non è finita qui. Ai danni nella produzione di pere e pesche vanno aggiunte le ricadute della fase post raccolta (logistica, manodopera, imballaggi, costi commerciali, ammortamenti, e costi fissi). Sono quasi 500 mila le giornate di lavoro andate in fumo, indotto compreso. Un fenomeno la cui gravità forse era stata sottovalutata e che ora ha allarmato il ministero dell’Agricoltura, che nella giornata di ieri 26 settembre ha chiamato a raccolta i rappresentanti delle regioni coinvolte per approntare un piano strategico. Ora, spiega Davide Vernocchi, coordinatore del settore ortofrutticolo dell’Alleanza Cooperative Agroalimentari, occorre operare su tre fronti: individuare misure di sostegno immediato alle aziende con piani straordinari; far sì che le aziende dispongano di strumenti efficaci per la difesa già a partire dalla prossima campagna; avviare collaborazioni con la ricerca per individuare percorsi sostenibili nel rispetto dell’ambiente.

IL PIANO NAZIONALE

Il piano nazionale contro la cimice asiatica sarà approvato in via definitiva il 10 ottobre. E sui danni ingenti per gli agricoltori è stato individuato il percorso normativo da seguire (dlgs 102/04) per i fondi da destinare agli indennizzi che dovranno essere inseriti in misura congrua nella prossima legge Finanziaria. Inoltre, come ha spiegato alla fine dell’incontro l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli, «il problema verrà portato in sede comunitaria nel Consiglio dei ministri europeo previsto per il 14 ottobre».

LA PUNTURA DELLE CIMICI

La cimice asiatica è solo l’ultima delle specie aliene arrivate in Italia per effetto dei cambiamenti climatici, della globalizzazione del commercio, dei controlli inadeguati alle frontiere comunitarie. Secondo Coldiretti, “il surriscaldamento non solo inaridisce i pascoli, fa soffrire gli animali e minaccia l’attività di allevamento ma mette a rischio anche i prodotti tipici Made in Italy e le coltivazioni anche per l’arrivo di specie aliene’’. Per questo motivo, l’associazione ha allestito una «Teca degli orrori», dove esporre tutte le specie aliene, al Villaggio contadino della Coldiretti a Bologna, uno di centri della Food valley italiana. La cimice asiatica è particolarmente pericolosa per l’agricoltura perché, sottolinea la Coldiretti, prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all’anno, con 300-400 esemplari alla volta. Con le loro punture le cimici rovinano i frutti, rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto.

(Corriere della Sera)

LEGGI ANCHE: Andrew Bolt (Sky): “Siete voi la generazione che sta rovinando il pianeta!”

MAmanero

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here