Simona Melamangio Paolucci
MAmanero
Bar Lazio
onlusAssociazione la compagnia di gesù
True Beauty lab
  • Simona, gli ascoltatori ti hanno conosciuta come autrice e conduttrice di “C’Hanno Lasciato Qui”, come è nata questa idea un po’ “strana”?

In realtà per caso, eravamo due cantanti (l’altra conduttrice ndr) ferme a causa dell’emergenza Covid, e quello che vedevamo non ci piaceva, volevo ridare un po’ di speranza e spensieratezza.

Ho pensato così di creare un format che ricalcasse l’avanspettacolo radiofonico degli albori adattandolo al contemporaneo.

  • Così è nato “C’Hanno Lasciato Qui”.

Anche se poi il merito è della direzione e dell’editore della radio che hanno creduto nel format.

  • Fisioterapista (plurititolata) di giorno, cantante, autrice e conduttrice di notte perché?

Mi è sempre piaciuto cantare fin da bambina e ho studiato canto, così quando mi è stato possibile, ho cominciato a fare serate in giro per i locali.

  • Ma che c’entra un campo sanitario come il tuo con la musica?

Apparentemente nulla, il bello è proprio questo.

Spesso però  ho usato proprio la musica per le terapie con i più anziani.

La musica aiuta a superare i limiti.

Quando vivi per lavoro le sofferenze delle persone, hai bisogno di qualcosa che ti liberi l’anima e la mente.

C’è chi lo trova nello sport, chi in altri campi, io ho trovato la musica e lo spettacolo in generale.

  • La domanda è d’obbligo, perché Melamangio?

Non sembra ma sono una timida, le prime volte sul palco ero divorata dalla paura.

Per esorcizzare pensavo: “io la paura me la mangio” e così è nato il nome.

  • Una band vintage con successi anni ’50 e ’60, una band ’80 e ’90 con successi nazionali ed internazionali, ora una tribute band a Raffaella Carrà.

Perché?

Raffaella Carrà è un mito, rappresenta la quinta essenza della femminilità.

E’ la prima e mai superata showgirl italiana a 360 gradi.

Cantante, ballerina, conduttrice e attrice, durante le riprese di un film per lei perse la testa addirittura Frank Sinatra, altro mito dell’epoca.

E’ stata innovativa dal punto di vista musicale con i primi accenni pop-dance, sexy sul palco senza mai essere volgare, innovativa nelle coreografie, eppure gelosissima della sua vita privata, mai uno scandalo o una chiacchera, in una Italia, quella degli anni ’60 e ’70, puritana e bacchettona dove con poco venivi massacrata.

E’ stata (ed è) un’icona di femminilità senza scadere in visioni ideologiche.

Anziché fare l’anticonformista ha piegato le regole dell’epoca a suo vantaggio, cosa che solo le persone intelligenti possono fare.

Una “signora” nel senso più altro del termine.

  • I Passo Carràbile debuttano quando?

Debuttiamo il 25 Giugno a Stazione Birra, con l’indispensabile collaborazione di Non è la Radio e Telelazio Nord, oltre all’inaspettato supporto del fan club ufficiale di Raffaella Carrà.

  • Come ti sei trovata a Non è la Radio?

Benissimo, praticamente a casa.

Di certi ambienti da donna, ne ho sentite tante.

Io ho avuto la fortuna di stare con voi, professionisti seri con la passione per un mestiere, persone pulite senza secondi fini e dove non ho mai ricevuto pressioni di alcun tipo.

  • Una curiosità?

Di secondo nome mi chiamo Raffaella…. Una scelta abbastanza obbligata!

Passo Carràbile

evento 

 

MAmanero

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