Come sono andate queste elezioni?

Sono andate esattamente come previsto, ha vinto il candidato sponsorizzato da “La Repubblica” che detta la linea del centro sinistra da 20 anni.

Finanziamento pubblico e i famosi 2 euro?

Il Governo Letta ha sbagliato a togliere i finanziamenti pubblici. In tutti i paesi civili c’è un finanziamento statale, che può evitare che i partiti vengano finanziati da un “non si sa chi” e che facciano gli interessi di questo. I gazebo costano, arrivando perfino a 50 euro, quindi i due euro sono serviti a coprire questa spesa.

È stato eletto Zingaretti come nuovo segretario del PD, con un ottimo afflusso di gente andando oltre le aspettative, secondo te, come cambia adesso il Partito?

Non cambia, i gruppi dirigenti (consigliere comunale, sindaco del paese ecc.) hanno un unico faro: quello di essere rieletti, sostenendo qualsiasi candidato indifferentemente da cosa pensa. Il cambio di vertice non cambia sostanzialmente la struttura del partito, né la linea della politica. Per esempio, la De Micheli è nata come “Lettiana”, poi diventa “Bersaniana di ferro”, poi ancora “Renziana di ferro” e adesso andrà a fare, probabilmente, la vice di Zingaretti. E quest’ultimo non è il “nuovo” che avanza. C’è un tessuto di dirigenza estesa, cioè i dirigenti locali, che dicono di sostenere questo e quello per avere in cambio una candidatura. Il problema è che alla base, cioè agli iscritti (380 mila), vengono raccontate grandi divisioni ideologiche che non ci sono, credendoci in buona fede.

Congedo di paternità? Come viene inteso in Italia? Ci ha mai pensato il PD?

La prima volta che ne ho parlato era il 2009, dentro un contesto di organizzazione giovanile, e chiesi “perché non prendiamo una proposta di congedo di paternità paritario ed obbligatorio?”. Ma era una fase delicata di crisi. Due anni fa abbiamo presentato un’altra proposta, ma non siamo stati ascoltati dal partito, avendo mandato anche il testo, senza mai una risposta, qui chiedevamo i 6 mesi per gli uomini come esattamente per le donne. Giuditta Pini in questi giorni ha presentato una proposta di legge per dare 4 mesi obbligatori anche ai padri, scegliendo di farli o in concomitanza con la madre o successivamente. Questa legge è fondamentale, ed è inutile agire sui singoli punti di articoli, ma bisognerebbe smantellare il concetto di famiglia patriarcale, così si toglie un deterrente ai datori di lavoro per non assumere le donne.

Tav sì o no?

Tav non lo so, non riesco a trovare da cittadino una risposta: “è possibile che studi tecnici, a seconda da chi sono commissionati, arrivano a conclusioni tanto diverse?” dato che ci sono interessi da entrambi i lati “è possibile che non si riesca ad avere una risposta neutra, non dei <<costi e benefici>> ma dell’effettiva utilità?”. Da una parte chi dice che è la Torino-Lione, erra, perché è la Lisbona-Kiev. “C’è veramente tutto questo scambio di merci?”. Ma l’ultima domanda che mi pongo e che vorrei che il mio segretario si chiedesse e non ha posto quando è andato lì: “ai lavoratori che sono stati assunti a questo progetto, verrà comunque garantita un entrata o stipendio qualora non si farà l’opera?” Perché a loro è stato detto che avrebbero lavorato.

La verità sta nel mezzo?

Non ci credo, ma non abbiamo gli elementi per deciderlo. Penso che: chi mi dice “la verità sta nel mezzo” è sempre qualcuno che ti sta fregando.

 

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