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Avevano messo su un maxi-giro di spaccio con un fatturato di quasi un milione di euro l’anno, ma nove su dieci percepivano anche il reddito di cittadinanza, tra cui lo stesso presunto boss, Giuseppe Nirta, un personaggio con un lungo curriculum criminale alle spalle che, per gli investigatori, era al vertice degli affari.

Dieci arresti e una ventina di perquisizioni sono scattati tra Valle d’Aosta, Piemonte e Calabria questa mattina all’alba per l’operazione “Feudora” della guardia di finanza di Aosta, ricostruendo una grande organizzazione di spaccio che importava la droga di scarsa qualità dalla Calabria e la vendeva nelle piazze della Valle d’Aosta, con un giro di un centinaio di clienti.

Proprio da loro è partito tutto. L’indagine portata avanti dai finanzieri di Aosta con il coordinamento del sostituto procuratore Francesco Pizzato e il procuratore capo Paolo Fortuna, ha infatti mosso i primi passi dai “pesci piccoli”, i clienti, da lì i finanzieri sono riusciti a risalire la filiera arrivando a stringere il cerchio, grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali, su dieci persone.

Al vertice del giro di spaccio Giuseppe Nirta, 68 anni, nato a San Luca (Reggio Calabria), con numerosi precedenti per truffa, associazione per delinquere e stupefacenti, ma anche interdetto due volte dai pubblici uffici e sottoposto a sorveglianza speciale: è stato arrestato circa un mese fa perché sorpreso con un chilo di eroina: stando alla ricostruzione degli investigatori, era nella sua roccaforte del quartiere Dora che veniva nascosta la droga quando arrivava in Valle d’Aosta.

Al suo fianco altre nove persone: Giuseppe Ficara, da cui dipendevano altri spacciatori quali Sebastian Luhring e Massimo Penti, Christian Bredy, Adriana Chiambretti, Marco Casone, Giuseppe Mauri Zavaglia e Roberta Orrù.

Gli arresti sono scattati questa mattina all’alba, su ordine del tribunale di Aosta e del gip Giuseppe Colazingari.

Per cinque è scattato il carcere (due, Laura Ficara e Daniele Ferrari si trovavano già nelle strutture di Torino e a Brissogne) e per altri cinque i domiciliari loro.Vendevano soprattutto cocaina ed eroina chiamata anche Black tar, ossia catrame nero perché di poca qualità e quindi pericolosa con un guadagno massimo.

Un giro d’affari stimato di 70mila euro circa al mese e un centinaio di clienti. I controlli sugli arrestati hanno permesso anche di caccertare che quasi tutti percepivano il sussidio di cittadinanza, tra cui lo stesso Nirta, per cui già era stata richiesta la sospensione, provvedimento che sarà esteso anche agli altri.

Nell’operazione sono stati impegnati una settantina di baschi verdi, 7 unità cinofile antidroga e un cash dog, un cane delle fiamme gialle: finiti sotto sequestro anche 60 carati di zaffiri, per un valore tra i 24mila e i 42 mila euro, 4 orologi di pregio e 7mila euro.

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