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Sono in arrivo i locali chiamati “del pensare” in cui sono vietati i cellulari, video di ogni genere, TV e l’unica cosa concessa sono gli scambi relazionali.
Questa proposta nasce dall’esigenza di cercare quanto prima di ridare nuovamente vita ai luoghi di incontro tipo bar e caffè o ristoranti tipici del 900, locali in cui si creano situazioni di incontri e scambi di idee, confronti, ritenuti assolutamente basilari per il bene sociale.
In poche parole lo scopo di questi locali con divieti che usiamo definire “particolari” è quello di dare nuova linfa alla relazione tra persone, di dare più spazio a momenti in cui scambiare, appunto, opinioni e idee per riflettere, per sentirsi, per ascoltare gli altri ossia per riscoprire tutto ciò di cui purtroppo la tecnologia moderna ci sta pian piano privando.
Come scrive Alice Politti di glamour.it, in Italia già sono molte le attività e luoghi pubblici che hanno deciso di entrare in quella che viene chiamata la rete di locali del pensare.
A lanciare l’idea sono stati Valerio Corvisieri e Francesca Silvestri con il supporto della scrittrice Dacia Maraini.
A spingere i ragazzi verso questa iniziativa è stato il desiderio di scoprire nuovamente luoghi dove fare e dar vita alla cultura.
Per riuscire in tutto questo, unico obiettivo che si sono posti, è stato quello di ridar vita ai locali degli anni ’50 e ’60, anni in cui bar e comunque i luoghi di incontro, erano assolutamente il cuore pulsante di una cultura crescente.
Alla rete in Italia attualmente hanno aderito circa 70 locali ma ovviamente l’obiettivo è quello di allargare il più possibile le adesioni.
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