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La grande manifestazione delle Sardine di Roma del 14 dicembre mi ha lasciato più domande che risposte. Da quanto si può vedere dal servizio delle “Sardine in piazza”, il popolo ittico si trova riunito sotto l’abbraccio di tanti temi, pensieri ed ideologie. Cioè che invece si respira è la piena e grande paura e confusione di quel che sarà il futuro delle Sardine e della Sinistra nel particolare.

Certamente le proposte non danno, di primo impatto, una grande fiducia. E soprattutto non danno proposte o temi di cui parlare al popolo della piazza e dei talk show, tanto ben frequentati dal portavoce nazionale Mattia Santori.

Permettetemi, non può esser considerata una proposta pretendere che “Chi è stato eletto vada a fare politica in sede istituzionale e non campagna elettorale permanente”. Siam d’accordo, come non possiamo non esserlo? Questa “proposta” è paragonabile più ad un tweet o ad un post su Facebook dei tanti contrastati “nemici”. Mi sorge un dubbio, ma le Sardine sono in piazza contro il populismo o contro le ingiustizie sociali? Credo sia contro quest’ultime una delle battaglie che dovrebbero adottare. E l’opportunità di aver avvicinato così tanti giovani è grande: si devono porre dei grandi obiettivi.

E da qui che parte il mio ragionamento. Spero e credo che questo movimento sia non tanto uno scossone all’Italia e agli astenuti, quanto un grande schiaffo alla sinistra ed al centrosinistra. Il vero nemico delle Sardine non è Salvini, ma la sinistra che ha lasciato che Salvini si occupasse di tematiche da sempre loro cavalli di battaglia.

Ma come si può dare uno scossone alla sinistra italiana se le proposte sono non far tweetare i Ministri? Bisognerebbe combattere e scendere in piazza per la disoccupazione, per i migliaia di giovani sottopagati, per un salario minimo che manca terribilmente a questo paese e molto altro. Dovrebbero chiedere questo alla sinistra ed al Governo, peccato che il centrosinistra di oggi è parte della causa dei problemi che una sinistra dovrebbe combattere.

Un popolo in cerca di rappresentanza, che si ritrova e si stringe in un grande abbraccio in piazza al grido “Non siamo soli”. Questo è il quadro del popolo di sinistra, costretto a votare il Partito Democratico, il Movimento 5 stelle per alcuni e qualche partito dello “zero-virgola”.

Promuovere valori come l’antifascismo, inclusione e la non-violenza è bello, combattere l’ingiustizie sociale è difficile. In un mondo dove i giovani scendono in piazza per la rivoluzione, qui da noi accettiamo i piedi in testa dei burocrati e del mercato del lavoro, ma non che non si canti “Bella ciao” in piazza. Care Sardine con speranza vi chiedo: siate rivoluzione, non involuzione.

Giacomo Leandri

 

 

 

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