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Il popolo del web ha trovato il nuovo obiettivo per le sue indignazioni a orologeria: Joe Bastianich, volto noto di Masterchef e ristoratore di fama internazionale, ha postato sulla propria pagina Instagram la foto di un piatto servito nel ristorante “Chi spacca” di Los Angeles. La portata prevedeva dei filetti di piccione, con tanto di salsa d’accompagnamento, stesi sullo stesso piatto nel quale giaceva, non in ottime condizioni, l’intero uccello cucinato. Obiettivamente, a livello, estetico, la foto non accende le papille gustative e – puntuale come sempre – l’indignazione virtuale si è scatenata nei commenti.

“Ma che schifo, con tutte le malattie che portano…” – oppure – “Ma non ti vergogni??”, fino al surreale “E’ stato smembrato vivo o è stato prima ucciso?”. Insomma, un trionfo di giudizi tutt’altro che lusinghieri sul cibo esposto dal ristoratore americano.
“Il piccione in questione è un piatto molto pregiato, soprattutto nei ristoranti stellati – ha voluto sottolineare il direttore di So Wine So Food Gabriele Ziantoni, ai microfoni della trasmissione Non è Fiorello.
E’ una delle portate principali della ristorazione francese e rispetta delle preparazioni ben specifiche: se un ristorante non ha un piccione nel menù, non può considerarsi nell’Olimpo della ristorazione. La cottura del petto deve essere “bleu” – molto al sangue – mentre le parti che vediamo nella foto postata sul proprio profilo instagram da Bastianich fanno parte di un’esperienza culinaria, quasi un gioco. Devi poter sgranocchiare la pietanza, sentire le diverse consistenze nel piatto – per questo le cosce e le zampe rimaste e servite intere. Lo dice anche lo chef Davide Oldani: una cucina pop cerca di mettere all’interno dello stesso piatto tante cose diverse: il freddo, il caldo, il dolce, l’amaro, in modo da stimolare le papille gustative e creare nel cervello del cliente una sensazione di benessere. La polemica mi sembra molto simile a quella che si è scatenata intorno al prezzo della pizza gourmet di Cracco (costata circa 40 euro ad un cliente, insieme ad una bottiglia d’acqua, ndr): se cerco una vera pizza napoletana vado da Gino Sorbillo a Napoli o a Roma, quella di Cracco era un’idea rivisitata della ricetta originale”. Comunicazione e cucina, un binomio che ormai sembra indissolubile e che, Joe Bastianich ne è solo l’ultimo esempio, non può tralasciare più l’aspetto social. “Il miglior Chef del mondo, Massimo Bottura con la sua osteria Francescana di Modena, ha alle sue spalle uno staff di comunicazione di 12 persone”, ha concluso il direttore di So Wine So Food.

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