Populismo
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Il populismo è aumentato esponenzialmente. Il coronavirus ha non solo dimostrato le debolezze e i tagli di anni di politica. Il virus ha fatto uscire fuori la natura dello stato in cui ci troviamo. La quarantena, l’emergenza economica, l’app di sicurezza e monitoraggio ed una assenza di mediazione tra popolazione ed élite sono i grandi temi. Questi sono quel mix che caratterizza quella ascesa inconsapevole chiamata: Confusione.

Populismo ed élite.

I vari significati del termine “populismo” sono il parametro per determinare di che partito appartiene un individuo. Ma prendiamo il significato in sé: “genericamente un atteggiamento ed una prassi politica che mira a rappresentare il popolo e le grandi masse esaltandone valori, desideri, frustrazioni e sentimenti collettivi o popolari.” (leggi storia fornita dalla Treccani) Ma gli scienziati della politica non sono propriamente d’accordo a trovare un significato comune per tutti i paesi. Negli ultimi anni il populismo si può definire ideologia basata sulla contrapposizione élite e popolo. Questa da luogo a spaccature (cleavege) come: sovranismo ed europeismo; pro e contro globalizzazione; establishment ed anti-establishment. Queste hanno dato la nascita di nuovi partiti basati su valori generali che non si basano su componenti politiche. “Onestà” e “buon senso” non sono calcolabili né in statistica e né presi in considerazione come parametri della scienza politica. Semplicemente perché non sono concreti: non si stabilisce uno stipendio di un parlamentare dal quanto “buon senso” ha.
Ovviamente il “politichese” può unirsi al “populismo”. Cioè comunicazione mediatica del nuovo millennio e competenze istituzionali. Diciamo un Napoleone Bonaparte con giacca e cravatta della moda del XXI secolo. Un soggetto che coinvolge le masse, ma che ha una capacità di organizzazione dovuta da esperienza politica.
Abbiamo questi “Napoleoni” in politica? Abbiamo una cerchia di esperti ma che al tempo stesso hanno quei valori che il popolo apprezza e vuole? Un incontro tra management e la semplicità popolare.

Un mondo populista

La propagazione del coronavirus è paragonabile alle notizie semplici e populiste. Perché il populismo è anche un’ideologia popolare contro la complessità della macchina istituzionale. Il populismo è la richiesta di semplicità. Come può dare questa ideologia risposte semplici a domande universali?
Guardate la storia del MES in Europa. La verità di cosa tratta è nascosta da mille notizie più o meno vere. Che in realtà basterebbe andare a vedere i trattati internazionali e leggere. Anche se è scritto in “politichese” quindi a volte difficile da comprendere (testo Mes). Quindi meglio le notizie sui social che iniziano con <<+++>>. La voglia di semplicità in un mondo complesso è comprensibile. Ma il credere a notizie copiate ed incollate senza nessuna logica meno. Logica e razionalità che stanno scomparendo nel sentimento democratico. Emozione e sensazione sono messe al primo piano in una decisione rilevante. L’impulso è il movimento politico di massa, la razionalità è lo strumento per giustificare l’impulso.
Il populismo non è solo male. È anche il movimento che ha avvicinato di più rappresentanti e rappresentati. Ma nella lotta per la rappresentanza, gli strumenti moderni sono usati in mal modo. Sono usati per occorrere alla propaganda e all’ego dei politici che combattano per il potere. I strumenti nuovi come i social network potrebbero aiutare di più la situazione mondiale, e non creare schieramenti di chi ha più verità.

La verità nascosta dal popolo

La verità sembra l’unico tema cui l’uomo dovrebbe trovare. Come la felicità e la libertà, la verità è quel difficile processo che prima di coinvolgere la collettività, mobilita la interiorità.
Il vero non è facile da trovare. E nello sforzo l’uomo cerca una mediazione che semplifica la fatica. È qui che si inganna. Il soggetto coinvolto nella ricerca, nel farsi aiutare si affida nelle notizie altrui. E l’altro ha algoritmi diversi di ricerca che non sono adeguati a tutti. Nell’affidarsi agli altri l’uomo trova risposte semplici, e si convince di aver trovato una verità. Ma è solo quella semplificazione che da sicurezza.
La natura umana è insicura e nel cercare il vero e il sicuro casca nell’illusione. Il populismo moderno fa questo. Gestisce la semplificazione per convincere la popolazione di una verità senza altra prospettiva. La lotta che si sta assistendo non è di redenzione: è solamente una lotta fra finte e semplici verità che illudono il popolo. E la colpa non solo è del pesce che abbocca ma anche di chi tira l’amo. Classe politica e classe popolare hanno deciso la semplificazione. Non la verità.
Ma la verità è sinonimo di responsabilità: intesa come abilità a dare risposte. E le risposte sono quel processo interiore e di conoscenza. Il conoscere è potere, e anche il suo mantenimento è forza. Ora pochi hanno l’abilità a dare risposte chiare e utili alla politica. Questi, a volte, sono le odiate classe elitarie.

È un ragionamento che crea confusione. E nella confusione ci perdiamo.

Come possiamo liberarci ora da questa verità falsa? Da una narrazione ideologica che nel suo nome ha “popolo”? Come possiamo liberarci del popolo che crede alle falsità? Come possiamo liberarci da noi stessi? Da questo stato di confusione che cado nella trappola dell’illusione? Posso liberarmi se non conosco il nemico?
Forse il nemico di me stesso, sono proprio io…

Frase del giorno:
“I politici pensano alle prossime elezioni, gli statisti alle prossime generazioni” (De Gasperi)

MAmanero

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