Nonostante l’insuccesso del 2013 dovuto ai famosi 101 franchi tiratori, Romano Prodi non ha abbandonato l’idea di diventare il prossimo Presidente della Repubblica Italiana. Sempre restio negli ultimi anni a rilasciare interviste ed a pronunciarsi sulla situazione politica italiana, “Il Professore” ha rotto il silenzio e lo ha fatto con un’ intervista  – manco a dirlo – a “Repubblica” il quotidiano di indirizzo di quella classe dirigente che ha visto nel leader bolognese il baluardo sotto cui combattere la battaglia contro il “Berlusconismo” dilagante degli anni ’90 e 2000.

Romano Prodi è stato infatti l’unico “politico” italiano a battere Silvio Berlusconi alle urne, anche se di misura. Questo prima dell’arrivo di Matteo Salvini che invece negli ultimi tempi “ha fatto polpette” dei consensi del Cavaliere riuscendo addirittura a doppiarlo alle elezioni europee. Certo Prodi era nel campo avversario, mentre Matteo nello stesso campo, quello del centro destra, del Cavaliere. Almeno per il Momento.

La crisi di governo innescata da Salvini è stata vista come manna dal cielo dal Professore, che gode di consensi anche nella parte più istituzionale del Movimento 5 Stelle, che nel 2013 non era presente in Parlamento. Gli stessi pentastellati che criticano Salvini, vedrebbero proprio nel Professore, il garante di quel patto tra Movimento 5Stelle e PD che potrebbe portare alla nascita di un nuovo governo, senza ricorrere alle urne. Governo che lascerebbe invariata la maggioranza parlamentare attuale e che potrebbe eleggere anche il Nuovo Presidente della Repubblica. Quale nome sarebbe migliore se non quello di Romano Prodi che ha avvicinato così tanto i due partiti nel momento della crisi con la Lega?

Anche Renzi apprezzerebbe la strategia di Prodi:

Anche Renzi, che è ancora il maggiore indiziato nell’aver guidato la mano dei 101 “traditori”, questa volta sarebbe più che felice di vedere l'”amico Romano” salire al Colle, perché questa volta Matteo, quello del Pd, sarebbe l’artefice della strategia e non colui che la subisce, come nel 2013. I gruppi parlamentari sono ancora in mano sua e per discutere di nomine politiche bisogna ancora bussare alla sua porta. Possibilmente con i piedi, come diciamo a Roma. Perché, infatti, se la strategia di Renzi e Prodi si concretizzasse, nel Movimento5Stelle, si sancirebbe una volta per tutte la predominanza di quella parte più vicina alle Istituzioni del Paese (leggi Mattarella) e a quelle Europee  (leggi Draghi) rispetto a quella più rivoluzionaria che ha sempre visto in Renzi il nemico da abbattere.

Il Modello Ursula:

Non è un caso se il Professore ha parlato di modello “Ursula” nella sua intervista. Ovvero quel modello che ha portato all’elezione della nuova Presidente della Commissione Europea senza il voto della Lega e grazie ai 15 voti del Movimento 5 Stelle. Determinanti. Perché la maggioranza per Ursula Von der Leyen fu solo di 9 voti.

Il Nuovo Governo PD-5 Stelle sembra ormai vicino

I giochi sembrano ormai fatti. Se nascerà un nuovo governo PD-5Stelle, probabilmente sarà un governo che durerà il tempo necessario per arrivare alla scadenza del mandato dell’attuale Presidente Mattarella, con una maggioranza che consentirebbe a PD e 5 Stelle di eleggere da soli il Prossimo Presidente della Repubblica, che negli ultimi 3 mandati (Napolitano, Napolitano II e Mattarella) ha dimostrato essere tutt’altro che un ruolo di “Garanzia” ma un ruolo determinante per le scelte politiche del Paese. Chiedere a Savona per credere.

Un Referendum per chiedere l’opinione degli iscritti dei due Partiti

Bisognerà però vedere cosa penseranno i militanti e gli iscritti dei due partiti, che sono sempre stati messi dialetticamente l’uno contro l’altro. Nella base del PD si parla già di Referendum, nel Movimento si attende invece la mossa dell’avversario, ormai quasi alleato, di governo.

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