Politically correct o bieca censura? Secondo Facebook, ” Dopo aver esaminato la pagina, abbiamo riscontrato che alcuni contenuti non rispettano gli standard della nostra comunity” e così, oggi, sono stati censurati per la prima volta i messaggi social del Ministro degli interni Italiano e quelli della lega.

Il servizio di assistenza del social network ha dato ragione a Stephen Ogongo, giornalista e fondatore id “Cara Italia”, il movimento/partito politico fondato per dare voce ai cittadini immigrati in italia e per partecipare alle prossime elezioni nazionali e amministrative (a partire da quelle di Roma). Insomma, un vero e proprio partito per “per dare voce a chi non ce l’ha, ai tanti delusi della mancata riforma della Bossi-Fini, dello Ius soli e delle politiche razziste dell’attuale maggioranza”.

La dittatura del politicamente corretto?

Salvini, Trump, Orban e soci iniziano a tremare. La disintermediazione dei loro messaggi è stato il punto di forza della loro politica. Attraverso i social, tra cui Facebook, potevano parlare direttamente con il lettore, saltando il passaggio di intermediazione del loro messaggio da parte degli di stampa secondo loro “prezzolati” e “schierati contro” le loro politiche e quindi “distorsori” seriali delle loro parole. Che fare ora che ogni post sarà vagliato sotto la lente del politicamente corretto?

In questo momento decine di utenti stanno segnalando ogni singolo post comparso sulla pagina della Lega, sperando che questo venga rimosso, o addirittura di far bannare la pagina. 

“Politicamente Corretto” il saggio del Prof Eugenio Capozzi

Alcuni parlano di una vera e propria dittatura del politicamente corretto nell’epoca dei social. Uno dei primi studiosi ad occuparsene è stato Eugenio Capozzi, docente di storia contemporanea presso la facoltà di lettere dell’università «Suor Orsola Benincasa» di Napoli.

Politicamente corretto – Storia di un’ideologia Marsilio) è lo studio più serio sull’argomento, uno studio nel quale fioccano le definizioni: «erede estremo del progressismo», «catechismo civile», «religione secolare».

Qui alcuni stralci dell’intervista al Professore:

“Benché sfidato da forze di altro orientamento, il politicamente corretto continua a dominare il sistema dei media, della formazione universitaria, il linguaggio della politica e delle istituzioni. Se si guardano con attenzione queste censure ci si accorge che siamo di fronte a un’ideologia diversa dal liberalismo e dalla democrazia: un sistema pervasivo e pericoloso.”

[…]

Imbattendomi quotidianamente in qualche tempesta mediatica scatenata per un vocabolo o un pronome che offendeva questa o quella minoranza, sostituito da espressioni considerate più corrette, mi è venuto in mente il Ministero della verità di 1984 di George Orwell che modifica il linguaggio e la storia creando la neolingua e il bispensiero. È esattamente ciò che fa oggi la propaganda del politicamente corretto”

 

[…]

 

 

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