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Il ritorno in zona gialla potrebbe restare solo una illusione durata tutta la settimana. Roma e il resto del Lazio, infatti, rischiano di restare ancora una settimana in fascia arancione, per buona pace di ristoratori che hanno già definito “un dramma” l’attuale situazione ed aspettano fiduciosi una boccata d’ossigeno.

Le prossime saranno ore molto intense. In particolare si sta giocando una “battaglia” sull’interpretazione dei 14 giorni per il passaggio da un colore all’altro. I dati infatti sono buoni e la battaglia è al momento tutta giocata sull’interpretazione del dpcm. Ma andiamo con ordine.

I dati attuali del Lazio sono per la zona gialla

Il calo dei contagi giornalieri, quello del tasso di incidenza dei contagi ogni 100mila abitanti e quello del tasso di occupazione delle terapie intensive e dei ricoveri ospedalieri. Sono questi i parametri che inducono all’ottimismo e dovrebbero spingere, secondo la Regione, il Lazio nuovamente in zona gialla.

La pressione sugli ospedali, al momento, è sotto la soglia di sicurezza fissata dal Governo (al 40 per cento per quanto riguarda i letti occupati nei reparti ordinari e al 30 per cento per quanto riguarda quelli nelle terapie intensive). L’indice Rt è in calo, come lo è stato per tutta la settimana passata.

Insomma, i dati sorridono tanto che ieri l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato, solitamente prudente, li aveva snocciolati con fierezza, come a dire che il suo il Lazio l’ha fatto: “Il valore Rt è a 0.73, in calo visto che il precedente della scorsa rilevazione era 0.94. I tassi di occupazione dei posti letto totali di terapia intensiva e di area medica tornano entrambi al di sotto della soglia di allerta. In diminuzione l’incidenza e il numero dei nuovi focolai nella settimana di riferimento. Ci aspettiamo una valutazione del rischio con passaggio in area moderata, tenuto conto che vi è una riduzione da due settimane di tutti gli indicatori. Bisogna mantenere alta l’attenzione. Sul ritorno in zona gialla bisogna attendere le valutazioni dell’ISS e le successive determinazioni del Ministero“. La palla insomma passa nel campo del Ministro Roberto Speranza.

I 14 giorni per il passaggio da un colore all’altro

In Regione sperano nel posizionamento in fascia gialla, lo abbiamo riportato anche noi più volte, anche perché fonti qualificate della Pisana hanno spiegato che “i numeri sarebbero da fascia gialla”. Ma se fino a ieri dalla Regione erano sicuri del declassamento di zona, da giovedì pomeriggio è iniziato a serpeggiare il dubbio.

Il motivo lo spiega proprio il protocollo Ministero della Salute, richiamando il passaggio del testo – articolo 2, comma 3 – in cui si spiega che le due settimane necessarie a una regione per conquistare la fascia inferiore di rischio scattano dal momento in cui viene accertato che il regime di rischio si è allineato ai parametri previsti e cioè il seguente: “Il Ministro della salute, con frequenza almeno settimanale, secondo il procedimento di cui all’articolo 1, comma 16-bis, del decreto-legge n. 33 del 2020, verifica il permanere dei presupposti di cui ai commi 1 e 2 e provvede all’aggiornamento dell’ordinanza di cui al comma 1, fermo restando che la permanenza per 14 giorni in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive comporta la nuova classificazione.

Le ordinanze di cui ai commi precedenti sono efficaci per un periodo minimo di 15 giorni, salvo che dai risultati del monitoraggio risulti necessaria l’adozione di misure più rigorose, e vengono comunque meno allo scadere del termine di efficacia del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sulla cui base sono adottate, salva la possibilità di reiterazione”.

Cosa spera la Regione Lazio e l’interpretazione del Governo

D’Amato ed il Lazio considerano i 14 giorni partendo dall’inizio della zona arancione (quindi il 15 gennaio). Il Ministro Speranza ed il Governo invece dal primo rilevamento in cui la Regione in oggetto è andata con l’Rt sotto uno, ossia quello successivo al 17 gennaio ultima data in cui il Lazio veniva valutato dall’Iss come regione “moderata con alto rischio di progressione a rischio alto“.

In questi giorni, fino al 28 gennaio, la situazione è decisamente migliorata ma questi dati potrebbero non essere stati presi in considerazione.

Fonte: Romatoday

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