Vito Crimi, esponente del Movimento 5 Stelle e sottosegretario all’Editoria, dichiara di non voler rinnovare la convenzione a Radio Radicale per le dirette dal parlamento.

La scelta del sottosegretario è motivata dal fatto che il servizio è già utilizzato da Rai Parlamento, servizio pubblico e canale istituzionale.

Insorgono le opposizioni. Federico Mollicone, deputato di Fdi e capogruppo in commissione Cultura ed Editoria, attacca: “Il governo liberticida del sedicente Cambiamento vuole zittire una voce di libertà come Radio Radicale, un archivio digitale della memoria dell’Italia repubblicana. Abbiamo presentato una mozione in entrambi i rami del Parlamento e siamo pronti alla battaglia d’aula fra Camera e Senato”.

il 21 Maggio cesserà il servizio diretta dal parlamento da parte della storica Radio Radicale.

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