Carta vince, carta perde. Possiamo riassumere in questo modo la politica italiana, come un valzer di mosse veloci, rapide e strategiche. Di conseguenza è di difficile comprensione questo grande movimento continuo, quasi nauseante per certi aspetti, ma cerchiamo di far chiarezza.

Oggi verrà calendarizzata la mozione di sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Una mozione presentata non dalle opposizioni, bensì dalla Lega, una forza di governo che si è vista premiata alle scorse elezioni europee e che per volontà del suo leader Matteo Salvini vuole capitalizzare gli ottimi sondaggi di cui oggi gode. Una mossa di forza, ma che porta dei rischi e dei dubbi. Dubbi già sorti dalla conferenza stampa di annuncio di crisi di governo di Conte, il quale non ha fatto mancare trasparenza e una più che presente polemica verso l’atteggiamenton dell’attuale Ministro degli Interni. Per come la si voglia vedere resta una sorta di tradimento verso un patto (o contratto, come volete) garante di stabilità ed equilibrio di questo esecutivo.

Ma perchè tutto ciò? Se vogliamo parlare in via del tutto strategica, reputo che sia stata un’ennesima mossa politica di Salvini per cercar di far accrescere ulteriolmente il suo consenso. Con la manovra economica alle porte è difficile ipotizzare che Sergio Matterella non provi a cercar di far collaborare le parti per un esecutivo. Se così fosse possiamo già immaginare la propaganda elettorale di Salvini.

Ma c’è un problema: tutti vogliono le elezioni, dai leader del Centro destra, al Segretario Dem Zingaretti fino al Movimento 5 Stelle.

Il Centro destra correrà unito. La Lega ha ufficializzato il ritorno con Fratelli d’Italia e Forza Italia, ricreando quel “triunvirato” che li ha già visti vincenti alle recenti elezioni regionali. L’obiettivo è “fare cappotto” e governare saldamente i prossimi 5 anni, sperando di avere i numeri per eleggere il prossimo Presidente della Repubblica. Una mossa che può giovare a Matteo Salvini, ma che lo porta ad essere accusato di esser tornato con Silvio Berlusconi. Riuscirà a mantenere così alti i suoi consensi?

Per il Movimento 5 stelle è arrivato il momento di guardarsi allo specchio e farsi delle domande. La figura di Luigi Di Maio è sempre più in crisi e messa in ombra dalla figura di Conte, che sta emergendo sempre più come un personaggio benvisto dagli italiani e dagli elettori pentastellati. Quest’ultimo però ha già annunciato tempo fa che avrebbe terminato la sua esperienza politica per tornare a fare il professore, riuscirà il Movimento a convincerlo a restare? Riesce allo scoperto anche Beppe Grillo con le sue solite provocazioni ed esortazioni a tornare ad essere quel Movimeto da lui lasciato. Il ritorno di Di Battista cercherà inoltre di riportare una certa compattezza ormai smarrita.

Il Centro sinistra si trova di nuovo ad affrontare una guerra civile. Il segretario Zingaretti detta la linea invocando nuove elezioni. Renzi, che si è visto respingere la mano tesa verso Di Maio, è in odor di addio. Non è difficile immaginare un forza politica autonoma guidata dall’ex Presidente del Consiglio, il quale scipperebbe non pochi consensi al Partito Democratico che dovrebbe contare sulla leadership di Zingaretti e dall’interperanza di Calenda.

Carta vince, carta perde. Andrà avanti così tutta l’estate e cercheremo in qualche modo di far chiarezza su questo giro nauseante di carte.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here