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Una donna giapponese di 40 anni è risultata positiva al coronavirus per la seconda volta, secondo le autorità nipponiche questo sarebbe il primo caso.

La 40enne, residente a Osaka, era già risultata positiva il 29 Gennaio scorso e dimessa intorno al primo febbraio.

L’immunità dunque non sarebbe sicura, “Per quei pazienti che sono stati curati, c’è una probabilità di una ricaduta” ,aveva commentato Zhan Qingyuan, medico del China-Japan Friendship Hospital.

Anche se solitamente i pazienti vengono dimessi solo quando i sintomi non persistono e la temperatura rientra nei normali parametri di salute sarebbe decisamente prematuro parlare di “immunità persistente”.

Solitamente dopo l’arrivo di un virus con relativa infezione si sviluppano degli anticorpi specifici per quel tipo di virus, tuttavia questi anticorpi potrebbero morire prima del dovuto e i pazienti già contagiati tornerebbero ad essere a rischio infezioni.

Non stiamo poi parlando delle mutazioni a cui sono soggetti tutti i virus.

A conferma di tutto questo arrivano le parole di Susan Kline, specialista in malattie infettive dell’Università del Minnesota:

“Esistono prove del fatto che le persone possono contrarre nuovamente l’infezione con i quattro coronavirus e che non esiste un’immunità di lunga durata. Come i rinovirus: sviluppano una risposta anticorpale che in seguito diminuisce, quindi alla successiva esposizione, la protezione non c’è più. Le infezioni successive spesso producono malattie più lievi”.

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