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IL CALCIO A 5 E’ DESTINATO A MORIRE?

La seconda parte di Un caffè con, è stata interamente occupata dal calcio a 5, con l’intervento del Presidente dello Sporting Hornets, Fabrizio Lillo de Santis, che a nome di tanti suoi colleghi ha presentato le problematiche a cui stanno andando incontro.

La realtà dello Sporting è quella di una società nata una decina di anni fa nel panorama romano e che proprio quest’anno aveva deciso di puntare alla promozione in serie B con la prima squadra.

I risultati raggiunti fino a quando si è potuto giocare, il 29 febbraio, giornata che ci ha visto imporci per 2-1 sul Genzano, sono di metà classifica ma gli sforzi che abbiamo fatto quest’anno sono stati importanti in quanto puntavamo a salire nel campionato nazionale“, ci fa presente da subito il presidente della squadra di Via di Villa Spada.

Come nel calcio a 11 state vivendo un momento di assoluta incertezza

Dire incertezza è poco, noi vogliamo continuare il prossimo anno, e faremo di tutto per non perdere di vista i nostri obiettivi ma vi posso assicurare che tante squadre sono incerte nell’andare avanti o meno.

Questo sarà un problema soprattutto per chi fa categorie regionali o nazionali

Assolutamente si, meno saranno le squadre e più rischiano di aumentare le distanze, e le trasferte sono un capitolo di spesa, purtroppo, di primaria importanza nel budget annuale.

In realtà basterebbe fare i gironi con un pò di metodo, mi spiego meglio: ho visto 2 squadre di Cisterna essere inserite in due diversi gironi, oppure 4 squadre dell’Eur essere divise, 3 in un girone ed 1 nell’altro… io non so che metodi usano, ma se ci ascoltassero probabilmente gli impegni di tutti sarebbero diversi.

Nelle categorie nazionali questa mancanza di metodo crea un problema maggiore…

Anche al Nazionale secondo me potrebbero rivedere alcune cose, trovo assurdo legare le squadre sarde con quelle del Centro Italia, poichè un biglietto aereo costa mediamente 100,00 a persona, andrebbero accumunate a regioni tipo il Piemonte dove la tratta costa solo 30,00 e se calcolate che in trasferta ci vanno mediamente 20 persone il conto, anzi il risparmio, si calcola in pochi secondi.

Tornando al momento attuale, dal punto di vista delle precauzioni vi state attrezzando?

Non ci hanno ancora comunicato a quale protocollo dovremo attenerci, sicuramente rispetteremo le regole che ci verranno imposte. Teniamo a noi ed ai nostri ragazzi, alle loro famiglie, faremo quindi tutto ciò che servirà per garantirne la sicurezza dal punto di vista sanitario.

Viste le difficoltà, seppur generalizzate, riuscirete a trattenere i vostri ragazzi il prossimo anno?

Noi da sempre puntiamo sugli italiani, o meglio, su chi vive in Italia stabilmente e da tempo. Non andiamo in giro per il mondo a prendere giocatori stranieri da mandare in campo finchè servono, per poi rispedirli al mittente in caso di mancanza di soldi o di risultati.

Mi auguro quindi che i rapporti che si sono creati tra noi e loro sia la prima cosa da rispettare nel guardare all’anno prossimo, poi se qualcuno verrà richiesto da altre società, calcolando che i cartellini sono tutti nostri, ci siederemo a tavolino e ne discuteremo… ma conto di trattenere tutti!

Cosa chiedete alle istituizioni come aiuto?

Avrei una proposta shock… praticamente tutti andiamo avanti grazie alle sponsorizzazioni, che già si possono detrarre al 100%, suggerirei al governo di permettere una detrazione al 130-150% al fine di incentivarle, altrimenti davvero sarà dura per tanti riuscire ad andare avanti, e senza le scuole calco sarà dura creare i campioni del futuro.

Valerio Scambelluri

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